Parietaria officinalis L.

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Urticaceae - Parietaria officinalis L.; Pignatti 1982: n. 228; Parietaria officinalis L.
Plant List: accettato
Famiglia, nome latino per esteso Parietaria officinalis L.
(a cura di Giuseppe Laino)

Etimologia: l’epiteto del genere deriva dal latino paries = “parete, muro” (con allusione all’habitat principale della pianta); l’epiteto specifico officinalis (dal latino opificina, opifex) = “laboratorio, fabbrica, officina” (allusione al trattamento che viene eseguito in laboratorio per estrarre componenti e principi attivi dalla pianta per uso utilitaristico o medicinale).
Sinonimi: Parietaria erecta Mertens et Koch..
Nomi volgari: Calataria, Parietaria, Erba vetriola, Urceola, Muraiola, Spaccapietre, Erba corona (italiano). Liguria: Candereta, Gambarusseti, Spargo; Caeghea (Cogorno); Caighea, Erba caighea (Chiavari); Canigea (Genova); Canigiaeira (Carbuta); Caussa russa (Ponti di Nava); Curnioli di muro (Sarzana); Ferraeira (Carbuta); Gamba russa (Bordighera); Gambarussin (Mortola); Paragnaa (Pigna). Piemonte: Erba panataria, Panataria, Pan coucet, Pan cucet, Parietaria; Erba rossa, Gambaroussa, Pan mol (Mondovì); Pan caud (Cherasco), Pan ciaudes (Fenestrelle); Pan cioudet (Val S. Martino); Vetrica (Carpeneto). Lombardia: Erba pagia, Vedraja, Vedrioe, Vedrioela; (Valle Camonica); Erba paja (Provaglio d'Iseo); Erba soemega, Erba vedrioela (Brescia); Fioresello, Vedraggine (Valtellina); Vedragin (Como); Vitriola (Pavia). Veneto: Murala, Murara; Lavagoti, Vedriola, Vegriola, Veriola (Verona); Sfrisoli (Pirano); Veriol (Treviso); Vriolo (Venezia); Varignola (Valpantena). Friuli: Corgnacule, Crignacule, Frignacule, Jerbe muell. Emilia-Romagna: Erba di mur, Vederiol (Reggio); Venarela (Parma); Vetriola, Videriola (Modena); Vidario (Romagna). Toscana: Parietaria, Paritaria, Perfora muraglie, Spaccapietra, Spezzapietra, Vetriola, Vetriuola, Vitriola; Calataria (S. Sepolcro); Cimiciattola (Val di Peso); Corniola (Lunigiana); Murajola (Val di Chiana). Marche: Erba murale. Abruzzi: Jerva murale, Jerva murana; Erba murena (Larino); Palatana (L’Aquila). Campania: Erba di muro, Erba di vento, Paretana, Paretara (Napoli); Erba santa (Roseto). Puglia: Coddizza (Otranto). Calabria: Perducia (Bova). Sicilia: Erva di la Madonna; Erva di muru (Modica); Erva di ventu (Etna). Sardegna: Erbientu, Ispigulosa, PIgulosa, Paragnaa; Prigolosa (Sardegna settentrionale); Erba e ventu, Erba de ventu (Cagliari).
Forma biologica e di crescita: emicriptofita scaposa.
Tipo corologico: Europa centrale e Asia occidentale. Il suo areale si estende fino alle zone subtropicali dell'emisfero boreale.
Fenologia: fiore: V-X, frutto: VII-XI.
Limiti altitudinali: dal piano a 800 m di altitudine.
Abbondanza relativa e distribuzione geografica in Italia: nel nostro Paese è una specie molto comune in tutte le regioni centrosettentrionali, più rara e quasi assente in quelle meridionali e nelle isole.
Habitus: pianta erbacea perenne, alta da 10(-20) a 70(-100) cm, ruvida, talora lignificata alla base, con fusti eretti, cilindrici, rossastri, pubescenti e appiccicosi, semplici o quasi, oppure prostrati, diffusi, assai ramificati.
Foglie: alterne, lunghe 3-12 cm, brevemente picciolate e di colore verde scuro, hanno la lamina pelosa, ovato lanceolata, acuminata all’apice e solcata da una venatura bi- triternata, trasparenti.
Fiore:
poligami, raccolti in glomeruli ascellari brevemente ramificati e pluriflori, con involucro bratteale formato da parecchie foglioline tutte uguali fra di loro, verdi, persistenti nel frutto, qualche volta solitari. Fiori ermafroditi e maschili con perigonio quadrifido, a lacinie concave, patenti nella fioritura, subuguali, ovate, leggermente acuminate, pubescenti, accrescenti nel frutto, con 4 stami liberi raddrizzantisi elasticamente al momento dell’antesi, ed antere dorsifisse, orbicolari, ovario uniloculare, uniovulato, con stimmi sessili disposti a pennello, ridotto ad un semplice rudimento nei fiori maschili. Fiori femminili a perigonio tubuloso ventricoso, quadrifido o quadridentato, con stilo semplice sporgente.
Frutto:
piccolo achenio ovato, bruno nerastro, lucente, lungo generalmente 1,5-2 mm.
Semi:
nucula ovale oblunga, compressa lateralmente, di colore nero.
Polline: granuli pollinici monadi, radiosimmetrici, isopolari; perimetro: circolare (oblato); dimensioni: asse polare 12,8 (11,9-13,8) mµ, asse equatoriale 13,2 (12,9-13,8) mµ; aperture: di- o trizonoporati, pori con opercula piccola quasi invisibile; esina: sottile, da psilata a scabrata; intina sottile con onci distinto; plasma granulare fine.
Numero cromosomico: 2n = 14.
Sottospecie e/o varietà: nessuna.
Habitat ed ecologia: incolti, muri, aree antropizzate, luoghi ombrosi, margini di strada, boschi. Forma colonie più o meno numerose nelle stazioni ricche di nitrati.
Syntaxon (syntaxa) di riferimento: Artemisietea.
Life-strategy (sensu Grime & Co.): Stress tolleranti (S) + Ruderali (R) .
IUCN: N.A.
Farmacopea:
la droga è rappresentata dall’intera pianta raccolta al momento della fioritura, mondata delle radici e della porzione inferiore del fusto, spesso lignificata e disseccata. Contiene sostanze tanniche ed amare, una notevole quantità di mucillagine, ma soprattutto una forte proporzione di nitrato potassico alla quale deve la sua azione diuretica. Si prescrive a questo scopo in infuso o decotto caldo. I cataplasmi della pianta fresca triturata sono usati con buon successo nella medicina popolare per la cura delle dermatiti croniche.
La Parietaria era nota fin dai tempi antichi per le sue virtù medicamentose, anche se talvolta sfruttate a sproposito; ne erano comunque già note le prerogative diuretiche. Studiosi moderni hanno confermato che le foglie, soprattutto fresche, sono utile ausilio nelle idropisie, nelle nefriti, nelle cistiti, negli edemi da insufficienza cardiaca e in genere nel ristagno di urina, e giovano anche per eliminare i calcoli renali e vescicali.
Usi: fino ad un’epoca recente è stata comunemente usata per pulire l'interno delle bottiglie e dei fiaschi grazie all'appiccicosità delle sue foglie (da qui il nome comune di Erba vetriola).
Nell'uso popolare, le giovani foglie primaverili private del gambo e dei fiori ascellari e lessate (10 minuti) vengono impiegate come gli spinaci. Sono altresì ottime per ripieni, frittate, minestre che colora di un verde intenso o come contorno insieme ad altre erbe di campo.
Di quest'umile erba dal sapore amarognolo viene utilizzata tutta la parte aerea, benché a scopo alimentare interessino i giovani apici e le foglioline più tenere. Prima della fioritura è possibile utilizzare la piantina intera. La sua ruvidezza impedisce di consumarla cruda; essa va cotta quindi come l'ortica e gli spinaci, ma ciò non ne viene diminuito il sapore, né l'apporto di elementi nutrienti.
Bibliografia:
BONI U., PATRI G., Scoprire, riconoscere, usare le erbe, Edizione Mondolibri SpA, Milano, 2000.
DELLA BEFFA M.T., Fiori di campo (Conoscere, riconoscere e osservare tutte le specie di fiori selvatici più noti), Istituto Geografico De Agostini SpA, Novara, 1999.
LAUBER K., WAGNER G., Flora Helvetica (Flore illustrée de Suisse), 2ème édition, Editions Paul Haupt, 2001.
NEGRI G., Nuovo erbario figurato (Descrizione e proprietà delle piante medicinali e velenose della flora italiana), V edizione, Ulrico Hoepli, Milano1991.
TOWNSEND C.C. Parietaria Officinalis And P. Judaica Watsonia, 6, 6, 1968
www.dryades.eu
B. Petriglia, senza dati
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S. Mayer, Busto Arsizio, Varese, 24-07-1992
E. Zanotti, Orzinuovi, Brescia, 16-06-2009
S. Scortegagna, Schio, Vicenza, 03-06-2005
S. Scortegagna, Schio, Vicenza, 29-04-2005
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G. Calvia, Giagone, Oschiri, 400 m slm, 02-08-2008
G. Calvia, Giagone, Oschiri, 400 m slm, 02-08-2008
G. Calvia, Giagone, Oschiri, 400 m slm, 02-08-2008
G. Calvia, Giagone, Oschiri, 400 m slm, 02-08-2008
G. Calvia, Giagone, Oschiri, 400 m slm, 02-08-2008
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A. Mascagni, Cala Maestra, Isola di Giannutri, 04-2011
G. Laino, Giardino Indro Montanelli, Milano, 09-05-2008
G. Laino, Milano, 06-05-2009
G. Laino, Milano, 06-05-2009
G. Laino, Milano, 06-05-2009
G. Laino, Milano, 06-05-2009

Distribuzione


■ autoctona ■ alloctona ■ incerta ■ scomparsa ■ assente

Caratteristiche

Relazioni con l'uomo
[ C ] C: specie di interesse alimentare e/o aromatico
[ O ] O: specie di interesse farmaceutico-officinale
[ A ] A: specie con polline allergenico.
Biologia riproduttiva

GM (ginomonoica): specie con fiori ermafroditi e fiori femminili sullo stesso individuo.

[ BP - AC ] BP (dispersione balistica): Il polline viene lanciato e successivamente allontanato dalla pianta dalle correnti d’aria, o dagli animali che hanno indotto il lancio; AC (anemocoria): Semi dispersi dalle correnti aeree, sia perché incospicui, sia perché presentano peli, setole, pappi ecc.

Indici di Ellenberg

Salinità: 0

L: 4; T: 8; C: 4; U: 5; R: 7; N: 7;

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