Agrimonia eupatoria L. subsp. eupatoria

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Rosaceae - Agrimonia eupatoria L. subsp. eupatoria; Pignatti 1982: n. 1411; Agrimonia eupatoria L.
Plant List: accettato
Agrimonia eupatoria L.
(a cura di Giuseppe Laino)

Etimologia: latino agrimonia = nome con il quale i latini chiamavano la pianta [Cels.] derivata dal greco árgemon = nome con il quale si indicava una specie di papavero usato nell'antichità contro un mal d'occhi detto “arghema”, a significare le proprietà che si attribuivano alla pianta nella cura delle affezioni oculari; eupatoria = dall’antico appellativo “eupator”, cioè di nobile nascita, dato a Mitridate il Grande (132-63 a.C.) e ad altri re della Siria, uomo di grande cultura che per primo seppe riconoscerne le virtù [Plinio il Vecchio].
Sinonimi:
Agrimonia odorata Gouan. Mill., Agrimonia officinarum Pit. Tourn. T., Agrimonia officinalis Lamk., Agrimonia pilosa Ledeb., Agrimonia viscidula Bunge.
Nomi volgari: Agrimonia comune, Agrimonia eupatoria, Eupatoria, Eupatorio dei greci, Erba di S. Guglielmo, Erba vettonica (italiano). Liguria: Erba melina (Genova); Erba merella (Camporosso); Erba per la tuss (Porto Maurizio). Piemonte: Erba aspra, Erba gatta, Erba gramogna, Erba gramona, Grimonia. Lombardia: Agramonia, Erba de andata, Erba Guglielmo (Brescia); Grimonia (Como). Veneto: Agrimogna, Erba per el mal de corp, Eupatoria, Fragolari salvadeghi, Grimogna (Verona). Toscana: Acrimonia, Agrimonia, Eupatorio, Santonica; Erba Guglielmo (Poggibonsi); Erba Vettonica (Montespertoli); Erba de andata (Scandicci). Puglia: Erba del taglio (Lecce). Sardegna. Erba mela. Sicilia: Arimonia, Erba annonia, Erva armonia, Grimonia.
Forma biologica e di crescita: emicriptofita.
Tipo corologico: Europa, Asia del sudovest, Nordamerica (al sud fino in Messico).
Fenologia: fiore: VI-IX, frutto: VII-X.
Limiti altitudinali: 0-1200 m di altitudine.
Abbondanza relativa e distribuzione geografica in Italia: nel nostro Paese si può trovare in tutto il territorio, sia in zone montane, ai margini di boschi e pascoli, sia in zone con clima mediterraneo, in particolare in zone aperte, secche e soleggiate.
Habitus: erbacea perenne, con rizoma obliquo, alta 30-60 cm, con fusti eretti, cilindrici, leggermente pubescenti, semplici o poco ramificati.
Foglie: le inferiori ravvicinate in modo da formare una specie di rosetta. Foglie verdi superiormente, cenerino tomentose nella pagina inferiore, munite alla base di grandi stipole fogliacee, incise, amplessicauli, picciolate, irsute come tutta la pianta. Hanno la lamina lunga 10-15 cm, irregolarmente pennatosetta con 4-5 paia di segmenti ovali od oblunghi, decrescenti verso il basso, grossolanamente seghettati al margine, decrescenti di dimensione verso il basso della foglia ed intercalate da coppie di foglioline molto più piccole. I segmenti principali, lunghi fino a 5 cm, si alternano ad altri più piccoli (1-1,5 cm).
Fiore: i fiori sono brevemente peduncolati, disposti in racemo spiciforme nella parte superiore del fusto, con ricettacolo scavato a coppa. Calice rinforzato alla base da due brattee, tubuloso, conico, percorso all’esterno da 10 solchi intercalati da coste salienti, rivestito in alto e tutto all’intorno da setole uncinate (che si attaccano agli animali di passaggio o ai vestiti delle persone, assicurando così la dispersione della pianta su vasti territori), ristretto alla fauce, sull’orlo della quale appare dilatato da un cuscinetto ghiandolare, ove prendono inserzione il perianzio e l’androceo, e con 5 lacinie verdi persistenti; corolla di 5 petali gialli ed unguiculati, lunghi 3,5 mm, alternati colle lacinie del calice. Stami in numero vario (5-15), con filamento sottile ed antere biloculari; carpelli 2, allungati, uniloculari, uniovulati, con stilo semplice e stimma a bottone.
Frutto: formato da due acheni che restano racchiusi nel tubo del calice.
Semi:
1 solo seme (lungo 7-9 mm) all’interno di ciascuno dei due acheni.
Polline: granuli pollinici monadi, radiosimmetrici, isopolari; perimetro in visione polare: subtriangolari, pleurotremi, in visione equatoriale: ovali 20%, ellittici 80%; forma: subprolati 20%, prolati 80%; trizonocolporoidati; aperture colpi: con margo e vestibulum; esina: subtectata, finemente reticolata, psilata; dimensioni: asse polare 52 (47) 41 mµ, asse equatoriale 40 (33) 30 mµ. L’impollinazione è entomofila. Mosche e api sono attratte dal profumo dei fiori simile a quello delle albicocche.
Numero cromosomico: 2n = 28.
Sottospecie e/o varietà: nessuna.
Habitat ed ecologia:
pascoli, prati, incolti, siepi, margini di prati soleggiati; predilige i terreni ben drenati in posizione soleggiata.
Syntaxon (syntaxa) di riferimento: Nella vegetazione di orlo e negli ambienti ruderali
Life-strategy (sensu Grime & Co.): Ruderali (R).
IUCN: N.A.
Farmacopea:
in farmacopea si utilizzano le foglie staccate prima della fioritura o la porzione superiore della pianta con foglie e fiori. La pianta contiene un olio etereo (0,2%), un glucoside amaro (eupatorina), sostanze tanniche del gruppo della fluoroglucina e gomme; sono quindi adatte a mitigare l’infiammazione della mucosa delle fauci, del tubo gastroenterico e, secondo l’opinione popolare, anche ad alleviare i disturbi da infiammazione e calcolosi delle vie epatiche e renali. Come colluttorio si usa il decotto. E’ anche stata praticata con successo (Leclerc) la lavatura e la medicazione delle ulcere varicose e delle piaghe torpide mediante decotto.
Secondo gli antichi, questa pianta era assai versatile: veniva infatti considerato buon rimedio contro i morsi di serpente, i difetti della vista, la perdita della memoria e le malattie del fegato.
Curiosità: pianta con una storia antica: in stazioni neolitiche sono state ritrovate grandi quantità di frutti. Fino al secolo scorso, una forte tintura gialla veniva estratta dalla pianta per tingere la lana. Un infuso di foglie può venire ancora oggi adoperato, al posto del tè, come stimolante.
Bibliografia:
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www.dryades.eu
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G. Laino, Peghera, Val Taleggio Bergamo,30-06-2007
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N. Biscotti, Vico del Gargano, 29-07-2004
N. Biscotti, Vico del Gargano, 16-11-2005
R. Guarino, Monte Serra, Cetraro, 29-08-2005
R. Guarino, Monte Serra, Cetraro, 29-08-2005
E. V. Perrino, Dolomiti Lucane, 18-06-2006
E. V. Perrino, 09-06-2011

Distribuzione


■ autoctona ■ alloctona ■ incerta ■ scomparsa ■ assente

Caratteristiche

Relazioni con l'uomo
[ C ] C: specie di interesse alimentare e/o aromatico
[ O ] O: specie di interesse farmaceutico-officinale
[ P ] P: specie velenose - tossiche - stupefacenti - psicotrope - irritanti - fotosensibilizzanti
Biologia riproduttiva

ER (ermafrodita): specie con organi maschili e femminili riuniti nel medesimo fiore.

[ EP - ZC1 ] EP (entomofilia): Il polline è trasportato da insetti, che vengono indotti a visitare il fiore con svariate strategie di richiamo, con o senza ricompensa; ZC1 (epizoocoria): Frutti e/o semi che rimangono adesi al corpo degli animali mediante peli, uncini, setole, oppure mediante sostanze viscose.

Indici di Ellenberg

Salinità: 0

L: 7; T: 6; C: 5; U: 4; R: 8; N: 4;

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