(a cura di Giuseppe Laino)
Etimologia: dal greco érion = lana (con riferimento alla lanugine di cui sono ricoperti i giovani rami, la pagina inferiore delle foglie, i piccioli e i peduncoli fiorali, compreso il calice); bótrys = grappolo d’uva (allusione alla disposizione a grappolo dei frutti); latino japonica = del Giappone (allusione non alla regione di provenienza ma al fatto che si deve ai Giapponesi la sua grande diffusione in coltura).
Sinonimi: nessuno.
Nomi volgari: Nespolo, Nespolo del Giappone (italiano). Nespel dal Giapun (Emilia-Romagna), Nespolo del Giappone (Toscana), Niespolo do’ Giappone (Campania), Nespula del Gipò (Sardegna, Alghero).
Forma biologica e di crescita: fanerofita arborea sempreverde.
Tipo corologico: regioni temperato-calde della Cina. Introdotta nel XVI secolo in Europa a scopo decorativo e per il frutto edule, molto diffusa nel bacino del Mediterraneo, in Asia Minore, sulle rive del Mar Nero e nella Russia meridionale. Diffusa negli Stati Uniti.
Fenologia: fiore: X-II, frutto: VI.
Sinonimi: nessuno.
Nomi volgari: Nespolo, Nespolo del Giappone (italiano). Nespel dal Giapun (Emilia-Romagna), Nespolo del Giappone (Toscana), Niespolo do’ Giappone (Campania), Nespula del Gipò (Sardegna, Alghero).
Forma biologica e di crescita: fanerofita arborea sempreverde.
Tipo corologico: regioni temperato-calde della Cina. Introdotta nel XVI secolo in Europa a scopo decorativo e per il frutto edule, molto diffusa nel bacino del Mediterraneo, in Asia Minore, sulle rive del Mar Nero e nella Russia meridionale. Diffusa negli Stati Uniti.
Fenologia: fiore: X-II, frutto: VI.
Limiti altitudinali: dal piano a 600 m di altitudine.
Abbondanza relativa e distribuzione geografica in Italia: nel nostro Paese è coltivato sia come albero ornamentale, che da frutto. A volte inselvatichito.
Abbondanza relativa e distribuzione geografica in Italia: nel nostro Paese è coltivato sia come albero ornamentale, che da frutto. A volte inselvatichito.
Habitus: albero sempreverde, che raggiunge l’altezza di 8 m, con rami eretti ed espansi formanti una chioma aperta, densa, quasi ombrelliforme allorché è adulta. Il tronco è snello, più o meno sinuoso, rivestito da scorza inizialmente grigia e liscia, poi più scura e rugosa. I giovani rami sono rivestiti da una densa lanuggine grigio giallastra.
Foglie: chiare e pubescenti allo stato giovanile, divengono in seguito grandi (lunghe fino a 25 cm) e coriacee, quasi sessili, con lamina da obovata oblungo a ellittico lanceolata, glabre, verde scuro lucide sulla pagina superiore, coperte di tomento color grigio ruggine sulla pagina inferiore; margine dentato con denti distanziati.
Fiore: raccolti in ricche infiorescenze a pannocchia, ricoperte di lanugine grigio bruna, larghi circa 1 cm, sono bianco giallognoli, con odore di mandorla amara, pentameri, con 20 stami e 5 pistilli.
Frutto: (nespola) è un frutto piriforme, con lobi del calice persistenti alla sommità, che matura a fine giugno assumendo una tinta giallo aranciata, edule e gradevole.
Semi: 1-5 con tegumento bruno, lucido, di aspetto ovoide, lunghi 1-1,5 cm..
Polline: granuli pollinici monadi, radiosimmetrici, isopolari; perimetro in visione polare: da subcircolari a subtriangolari, monosincolpati 13%, disincolpati 7%; perimetro in visione equatoriale: circolari 27%, subcircolari 23%, ovali 37%, ellittici 13%; forma: oblato sferoidali 10%, prolato sferoidali 40%, subprolati 37%, prolati 13%; tricolporoidati; aperture: oroidi, poco visibili; colpi con margini paralleli nella zona mediana, slargati agli estremi. Presenza di margo; esina: subtectata, microreticolata; dimensioni (su 50 granuli): asse polare 24,27 (29,60) 20,35 mµ, asse equatoriale 20,99 (22,94) 18,50 mµ. L’impollinazione è entomofila. L’insetto impollinatore è l’Apis mellifera che bottina i fiori soltanto in giornate soleggiate e con temperature favorevoli. Il nettare è utilizzato prevalentemente per l’alimentazione della colonia.
Foglie: chiare e pubescenti allo stato giovanile, divengono in seguito grandi (lunghe fino a 25 cm) e coriacee, quasi sessili, con lamina da obovata oblungo a ellittico lanceolata, glabre, verde scuro lucide sulla pagina superiore, coperte di tomento color grigio ruggine sulla pagina inferiore; margine dentato con denti distanziati.
Fiore: raccolti in ricche infiorescenze a pannocchia, ricoperte di lanugine grigio bruna, larghi circa 1 cm, sono bianco giallognoli, con odore di mandorla amara, pentameri, con 20 stami e 5 pistilli.
Frutto: (nespola) è un frutto piriforme, con lobi del calice persistenti alla sommità, che matura a fine giugno assumendo una tinta giallo aranciata, edule e gradevole.
Semi: 1-5 con tegumento bruno, lucido, di aspetto ovoide, lunghi 1-1,5 cm..
Polline: granuli pollinici monadi, radiosimmetrici, isopolari; perimetro in visione polare: da subcircolari a subtriangolari, monosincolpati 13%, disincolpati 7%; perimetro in visione equatoriale: circolari 27%, subcircolari 23%, ovali 37%, ellittici 13%; forma: oblato sferoidali 10%, prolato sferoidali 40%, subprolati 37%, prolati 13%; tricolporoidati; aperture: oroidi, poco visibili; colpi con margini paralleli nella zona mediana, slargati agli estremi. Presenza di margo; esina: subtectata, microreticolata; dimensioni (su 50 granuli): asse polare 24,27 (29,60) 20,35 mµ, asse equatoriale 20,99 (22,94) 18,50 mµ. L’impollinazione è entomofila. L’insetto impollinatore è l’Apis mellifera che bottina i fiori soltanto in giornate soleggiate e con temperature favorevoli. Il nettare è utilizzato prevalentemente per l’alimentazione della colonia.
Numero cromosomico: 2n = 34.
Sottospecie e/o varietà: innumerevoli le varietà, soprattutto nel campo della produzione ortofrutticola.
Habitat ed ecologia: specie di clima temperato-caldo con medie invernali non inferiori a 6 °C, originaria delle boscaglie termofile costiere. Indifferente al substrato.
Syntaxon (syntaxa) di riferimento: -
Life-strategy (sensu Grime & Co.): Competitive (C).
IUCN: N.A.
Farmacopea: nella medicina popolare si utilizzano le foglie ricche di sostanze tanniche per preparare pozioni astringenti contro i catarri dell’intestino; effetto contrario ha il frutto maturo che, con la trasformazione dei tannini in zuccheri, diventa un blando lassativo; dal frutto si può ottenere una gelatina che esercita una blanda azione espettorante ed è assai gradevole anche per il sapore aromatico che le conferiscono i grossi semi ricchi di amigdalina. I principi attivi presenti in essa sono utili nel trattare le malattie della pelle, contro le infiammazioni, la tosse e il catarro, sedative dello stomaco e della nausea. Sono in corso studi e ricerche in campo fitochimico per valutare gli effetti antitumorali dell’ acido triterpenico contenuto nelle foglie.
Farmacopea: nella medicina popolare si utilizzano le foglie ricche di sostanze tanniche per preparare pozioni astringenti contro i catarri dell’intestino; effetto contrario ha il frutto maturo che, con la trasformazione dei tannini in zuccheri, diventa un blando lassativo; dal frutto si può ottenere una gelatina che esercita una blanda azione espettorante ed è assai gradevole anche per il sapore aromatico che le conferiscono i grossi semi ricchi di amigdalina. I principi attivi presenti in essa sono utili nel trattare le malattie della pelle, contro le infiammazioni, la tosse e il catarro, sedative dello stomaco e della nausea. Sono in corso studi e ricerche in campo fitochimico per valutare gli effetti antitumorali dell’ acido triterpenico contenuto nelle foglie.
Curiosità: dai frutti si può produrre marmellata, mentre i semi sono usati per fare liquori. Dai suoi fiori le api producono un miele pregiato. Il legno è utilizzato in ebanisteria e per lavori al tornio. Dalla corteccia si ricava il tannino per la concia delle pelli.
Avversità: sono date dai passiti animali: afidi fogliari, in particolare sui germogli (Aphis pomi); dalla cocciniglia di San José sui rami e sui frutti (Quadraspidiotus perniciosus). Oltreché da agenti di malattia (funghi e batteri ed entità infettive): colpo di fuoco batterico provocato dall’Erwinia amylovora; da antracosi fogliare (macchie fogliari) dovute al fungo Colletotrichum gloeosporioides; dalla ticchiolatura del frutto dovuta al fungo Fusicladium eriobotryae; dai marciumi del colletto e delle radici dovute ai funghi Phytophthora cactorum, Armillaria mellea, Phymatotrichum omnivorum.
Avversità: sono date dai passiti animali: afidi fogliari, in particolare sui germogli (Aphis pomi); dalla cocciniglia di San José sui rami e sui frutti (Quadraspidiotus perniciosus). Oltreché da agenti di malattia (funghi e batteri ed entità infettive): colpo di fuoco batterico provocato dall’Erwinia amylovora; da antracosi fogliare (macchie fogliari) dovute al fungo Colletotrichum gloeosporioides; dalla ticchiolatura del frutto dovuta al fungo Fusicladium eriobotryae; dai marciumi del colletto e delle radici dovute ai funghi Phytophthora cactorum, Armillaria mellea, Phymatotrichum omnivorum.
Bibliografia:
BANFI E., CONSOLINO F., Alberi (Conosceree risconoscere tutte le specie più diffuse di alberi spontanei e ornamentali), Istituto Geografico De Agostini SpA, Novara, 2001.
BANNO N., AKIHISA T., TOKUDA H., YASUKAWA K., HIGASHIHARA H., UKIYA M., WATANABE K., KIMURA Y.,HASEGAWA J., NISHINO H., Anti-inflammatory and antitumor-promoting effects of the triterpene acids from the leaves of Eriobotrya japonica. Biosci. Biotechnol. Biochem., 68, 85–90, 2004.
BONI U., PATRI G., Scoprire, riconoscere, usare le erbe, Edizione Mondolibri SpA, Milano, 2000.
MARIO FERRARI, DANILO MEDICI, Alberi e arbusti in Italia (Manuale di riconoscimento), Edagricole, Bologna 2001.
ITO H., KOBAYASHI E., LI S.H., HATANO T., SUGITA D., KUBO N.SHIMURA S., ITOH Y., TOKUDA H., NISHINO H., YOSHIDA T. Antitumor activity of compounds isolated from leaves Eriobotrya japonica. J Agric Food Chem, 50, 2400-2403, 2002
LANZARA P., PIZZETTI M., Alberi, Orsa Maggiore Editrice, 1995.
LAUBER K.., WAGNER G., Flora Helvetica (Flore illustrée de Suisse), 2ème édition, Editions Paul Haupt, 2001.
NEGRI G., Nuovo erbario figurato (Descrizione e proprietà delle piante medicinali e velenose della flora italiana), V edizione, Ulrico Hoepli, Milano1991.
ZIZZA A., DE LEONARDIS W., LONGHITANO N., PICCIONE V. (Istituto e Orto botanico, Università di Catania), Schede melissopalinologiche della Flora Apistica Siciliana. Specie coltivate (1a parte), Bollettino Accademia Gioenia Scienze Naturali, Vol. 18, n. 325, pp. 103-214, Catania 1985.
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