Fragaria vesca L.
(a cura di Giuseppe Laino)
Etimologia: l’epiteto del genere deriva dal latino fraga = “fragola”, nome con il quale i Romani chiamavano il “frutto” [Plinio]. Altri lo fanno derivare dal latino fragrans = “fragrante, odoroso, profumato” [Virgilio] (con allusione al profumo dei “frutti”). L’epiteto specifico vesca deriva dal latino vesco = “nutrire” [Tertulliano], “essere mangiato” [Isidoro] o anche vescor = “cibarsi, nutrirsi, mangiare, vivere di” [Cicerone] (con allusione alla edibilità del “frutto”).
Sinonimi: Fragaria vulgaris Ehrh., Potentilla vesca (L.) Scop., Fragaria sylvestris (L.) Duchesne.
Nomi volgari: Fragola di bosco, Fragolina comune, Fragola, Fravola, Fravolaria (italiano). Liguria: Fresa, Maussa, Maussiera; Frola (Sarzana); Mejellu (S. Maria della Vittoria di Libiola); Mela, Melu, Merella, Merellu (Genova); Merielu (San Remo); Mielli (Leivì); Muelle (Varese L.); Murella (Valle d'Arroscia); Mureu (Ponti di Nava); Murè (Sella, Carbuta). Piemonte: Frola, Maiole, Amansus; Fraji (Val Soana); Fraola (Sondrio); Maiusia, Maiussier (Val S. Martino); Morej (Asti); Mourei (S. Damiano). Lombardia: Maola de mont; Foroj (Peccia in Val Magna); Maggiostra, Maggiuster (Pavia); Magiostra, Majostra (Como, Valtellina); Maoela (Brescia). Friuli: Flaurie, Fras, Fraule, Freule, Friscule, Maiostre, Moziche; Flar, Frauli (Carnia). Emilia-Romagna: Fraevla (Bologna); Fravla (Reggio); Fregula, Fregula d' bosch, Frevula (Romagna); Magiostar (Piacenza). Toscana: Fraghe, Fragola, Fraula, Frava, Fravola, Fravolaria; Frolia (Lunigiana). Abruzzi: Frabula, Fracola, Fravela. Campania: Fraule. Calabria: Gagomola, Gagomula, Gagomulara. Sicilia: Fragula; Fraula, Fraula sarvaggia (Etna). Sardegna: Fragula, Fraula, Fraura, Mura de terra.
Forma biologica e di crescita: emicriptofita stolonifera.
Tipo corologico: eurosiberiana, divenuta quasi cosmopolita.
Fenologia: fiore: IV-VI, frutto: V-VI.
Limiti altitudinali: dalla zona submontana a 1800 m di altitudine.
Abbondanza relativa e distribuzione geografica in Italia: nel nostro Paese è specie comune in tutto il territorio dalla zona submontana a quella alpina.
Habitus: erbacea perenne, alta 10-20 cm, con radici rizomatose, fusticini esili, scapiformi, e lunghi stoloni aerei cilindrici, squamosi, striscianti sul terreno; ai nodi degli stoloni vi sono foglie e radici che daranno origine a nuove piantine.
Foglie: le inferiori, lungamente picciolate, sono riunite in rosette basali. La lamina è verde scuro lucente sulla pagina superiore, verde biancastra e leggermente pubescente su quella inferiore. Le foglie sono divise in 3 segmenti ellittici, cuneati alla base, lunghi 2-6 cm, muniti di peli setosi soprattutto sulla pagina inferiore, grossolanamente dentati al margine nella parte superiore, mentre nella porzione basale il margine è intero.
Fiore: del diametro di 1-1,5 cm, portati da peduncoli rivestiti da peli eretti o applicati, prima eretti, poi penduli, sbocciano in lassi racemi ombrelliformi pauciflori alla sommità degli scapi. Il calice è formato da 5 sepali triangolari, lunghi circa 3 mm, patenti o riflessi all’epoca della fruttificazione. La corolla è formata da 5 petali bianchi, obovati, lunghi 5-6 mm. Androceo con numerosi stami ed antere gialle, ovario semi-infero.
Frutto: “falso frutto” globoso od ovoide, lungo 1-2 cm, rosso a maturità, è edule e profumato. Questa pianta offre un decisivo esempio, anche se non unico, del fatto che il concetto comune di frutto può non coincidere con quello botanico. La parte rossa e gustosa non è il vero frutto: è il ricettacolo fiorale, fortemente ingrossatosi a seguito della fecondazione. I frutti veri, sono i piccoli acheni ovali bruno nerastri, lunghi 1-1,5 mm, visibili sulla superficie della fragola. La funzione del rosso ricettacolo rigonfio serve ad attirare gli animali che, mangiandolo, provvedono poi alla dispersione degli acheni.
Polline: granuli pollinici monadi, radiosimmetrici, isopolari; perimetro in visione polare: subesagonali, pleurotremi; in visione equatoriale: circolari 27%, subcircolari 20%, ovali 43%, ellittici 10%; forma: oblato sferoidali 20%, prolato sferoidali 27%, subprolati 43%, prolati 10%; trizonocolporati (70%), trizonocolporoidati (30%); aperture: ora: lolongati, colpi: a margini poco distinguibili, con margo; esina: subtectata, striata, psilata; dimensioni: asse polare 22 (20) 17 mµ, asse equatoriale 19 (18) 15 mµ. L’impollinazione è entomofila.
Numero cromosomico: 2n = 14.
Sottospecie e/o varietà: numerose e pregiate varietà coltivate, di importanza non trascurabile.
Habitat ed ecologia: boschi di latifoglie e ad essenze miste, foreste luminose di aghifoglie, radure, strade di montagna; cresce in terreni un po’ umidi.
Syntaxon (syntaxa) di riferimento: Quercetea ilicis e Querco.Fagetea
Life-strategy (sensu Grime & Co.): Competitive (C).
IUCN: N.A.
Farmacopea: la Fragola contiene mucillagini, tannini, alcooli triterpenici (rizoma); vitamine C, A, B, zuccheri (frutti); la pianta possiede un certo interesse farmacologico. Il rizoma, che era iscritto in tutte le vecchie Farmacopee, viene estratto dal terreno in primavera ed autunno, seccato al sole, e si trova sul mercato erboristico in frammenti cilindrici, tortuosi, duri, portanti all’estremità superiore squame nerastre e cicatrici di foglie cadute, ed all’opposta quelle delle radici; la sua frattura è netta, l’odore nullo, il sapore acre e astringente. Contiene un glucoside (fragarina), che si sdoppia in rosso di fragola e glucosio, sostanze tanniche, resinose e pectiche, e viene prescritto in decotto nella medicina popolare come astringente intestinale. Le foglie hanno proprietà analoghe alle radici e in più sono considerate un buon antidiarroico, astringente cutaneo, antiemorragico e cicatrizzante. Leclerc ricorda che le fragole, disponendo di zucchero levulosio, possono essere concesse ai diabetici e che la presenza, nel frutto stesso, di acido salicilico lo rende adatto per i gottosi; e che, infine, esperienze di Gley sull’influenza del succo di fragole inoculato per via endovenosa, sulla pressione e sulla coagulazione del sangue, suggerirebbero l’introduzione di questi frutti nel regime alimentare degli arteriosclerotici ed in genere degli ipertesi.
Usi: il frutto, molto ricercato, viene consumato da tempi immemorabili sia crudo che cotto. Utilizzato per la preparazione di macedonie e marmellate, spesso si accompagna al gelato. Serve per la preparazione di liquori e sciroppi. Con l'infuso di foglie si produce una bevanda gradevolissima dall'intenso sapore e profumo.
Leggende e simbolismi: nel Medioevo la Fragola era ritenuto il simbolo della tentazione. Così la dipinse Hyeronymus Bosch: quelli che di essa sono avidi si trasformano in mostri che simboleggiano i viziosi.
Una leggenda tedesca vuole che prima della festa di San Giovanni (24 giugno), le madri che avevano perduto un figlio evitavano di mangiare le fragole, convinte che i bimbi morti salissero in Paradiso nascosti nel frutto. Se le mamme le avessero malauguratamente mangiate avrebbero offeso la Vergine Maria alla quale le fragole erano destinate; cosicché la Madonna avrebbe potuto rifiutare l’entrata in Paradiso ai bimbi le cui madri avevano distrutto la simbolica carrozza solare verso il Regno celeste.
Secondo un canto popolare inglese, con le foglie della fragola i pettirossi coprono pietosamente i figli morti nella foresta. Il significato del mito è chiarissimo: la foresta rappresenta sia la notte che l’inverno, quando il sole scompare realmente o simbolicamente nelle tenebre dei mesi senza luce. Sicché il pettirosso morto e sepolto sotto le foglie di fragola allude nel bestiario simbolico all’eroe o all’eroina solare perduti o morti nel bosco per il maleficio di una strega, ma in attesa di “tornare alla luce”, cioè della futura salvezza o resurrezione come i rossi frutti a primavera.
Il fiore di fragola simboleggia Stima e Amore, sentimenti cui alludevano le fragole ricamate sul fazzoletto che Desdemona aveva ricevuto in dono da Otello e che le costò la vita per averlo perduto.
Bibliografia:
AICHELE D., GOLTE-BECHTLE M., Che fiore è questo? Edizione Club degli Editori, Milano.
BIONDI E. et al., Manuale italiano di interpretazione degli habitat della Direttiva 92/43/CEE.
BONI U., PATRI G,, Scoprire, riconoscere, usare le erbe, Edizione Mondolibri SpA, Milano, 2000.
CATTABIANI A,, Florario (Miti, leggende e simboli di fiori e piante), Oscar Saggi Mondadori, I edizione, 1998.
DELLA BEFFA M.T., Fiori di campo (Conoscere, riconoscere e osservare tutte le specie di fiori selvatici più noti), Istituto Geografico De Agostini SpA, Novara, 1999.
FERRARI C,, Guida pratica ai fiori spontanei in Italia, Edizione italiana, VI ristampa febbraio 2001, Camuzzi Editoriale SpA Milano, licenziataria di The Reader’s Digest Association, Inc.
DE LEONARDIS W., PICCIONE V.,. ZIZZA A. (Istituto e Orto botanico Università di Catania), Flora melissopalinologica d’Italia. Chiavi d’identificazione, Bollettino Accademia Gioenia Scienze Naturali, Vol. 19, n. 329, pp.309-474, Catania 1986.
LAUBER K., WAGNER G., Flora Helvetica (Flore illustrée de Suisse), 2ème édition, Editions Paul Haupt, 2001.
NEGRI G., Nuovo erbario figurato (Descrizione e proprietà delle piante medicinali e velenose della flora italiana), V edizione, Ulrico Hoepli, Milano1991.
SHULAEV V. et al, The genome of woodland strawberry (Fragaria vesca). Nature Genetics, 43, 109-116, 2011.
http://vnr.unipg.it/habitat/index.jsp
Sinonimi: Fragaria vulgaris Ehrh., Potentilla vesca (L.) Scop., Fragaria sylvestris (L.) Duchesne.
Nomi volgari: Fragola di bosco, Fragolina comune, Fragola, Fravola, Fravolaria (italiano). Liguria: Fresa, Maussa, Maussiera; Frola (Sarzana); Mejellu (S. Maria della Vittoria di Libiola); Mela, Melu, Merella, Merellu (Genova); Merielu (San Remo); Mielli (Leivì); Muelle (Varese L.); Murella (Valle d'Arroscia); Mureu (Ponti di Nava); Murè (Sella, Carbuta). Piemonte: Frola, Maiole, Amansus; Fraji (Val Soana); Fraola (Sondrio); Maiusia, Maiussier (Val S. Martino); Morej (Asti); Mourei (S. Damiano). Lombardia: Maola de mont; Foroj (Peccia in Val Magna); Maggiostra, Maggiuster (Pavia); Magiostra, Majostra (Como, Valtellina); Maoela (Brescia). Friuli: Flaurie, Fras, Fraule, Freule, Friscule, Maiostre, Moziche; Flar, Frauli (Carnia). Emilia-Romagna: Fraevla (Bologna); Fravla (Reggio); Fregula, Fregula d' bosch, Frevula (Romagna); Magiostar (Piacenza). Toscana: Fraghe, Fragola, Fraula, Frava, Fravola, Fravolaria; Frolia (Lunigiana). Abruzzi: Frabula, Fracola, Fravela. Campania: Fraule. Calabria: Gagomola, Gagomula, Gagomulara. Sicilia: Fragula; Fraula, Fraula sarvaggia (Etna). Sardegna: Fragula, Fraula, Fraura, Mura de terra.
Forma biologica e di crescita: emicriptofita stolonifera.
Tipo corologico: eurosiberiana, divenuta quasi cosmopolita.
Fenologia: fiore: IV-VI, frutto: V-VI.
Limiti altitudinali: dalla zona submontana a 1800 m di altitudine.
Abbondanza relativa e distribuzione geografica in Italia: nel nostro Paese è specie comune in tutto il territorio dalla zona submontana a quella alpina.
Habitus: erbacea perenne, alta 10-20 cm, con radici rizomatose, fusticini esili, scapiformi, e lunghi stoloni aerei cilindrici, squamosi, striscianti sul terreno; ai nodi degli stoloni vi sono foglie e radici che daranno origine a nuove piantine.
Foglie: le inferiori, lungamente picciolate, sono riunite in rosette basali. La lamina è verde scuro lucente sulla pagina superiore, verde biancastra e leggermente pubescente su quella inferiore. Le foglie sono divise in 3 segmenti ellittici, cuneati alla base, lunghi 2-6 cm, muniti di peli setosi soprattutto sulla pagina inferiore, grossolanamente dentati al margine nella parte superiore, mentre nella porzione basale il margine è intero.
Fiore: del diametro di 1-1,5 cm, portati da peduncoli rivestiti da peli eretti o applicati, prima eretti, poi penduli, sbocciano in lassi racemi ombrelliformi pauciflori alla sommità degli scapi. Il calice è formato da 5 sepali triangolari, lunghi circa 3 mm, patenti o riflessi all’epoca della fruttificazione. La corolla è formata da 5 petali bianchi, obovati, lunghi 5-6 mm. Androceo con numerosi stami ed antere gialle, ovario semi-infero.
Frutto: “falso frutto” globoso od ovoide, lungo 1-2 cm, rosso a maturità, è edule e profumato. Questa pianta offre un decisivo esempio, anche se non unico, del fatto che il concetto comune di frutto può non coincidere con quello botanico. La parte rossa e gustosa non è il vero frutto: è il ricettacolo fiorale, fortemente ingrossatosi a seguito della fecondazione. I frutti veri, sono i piccoli acheni ovali bruno nerastri, lunghi 1-1,5 mm, visibili sulla superficie della fragola. La funzione del rosso ricettacolo rigonfio serve ad attirare gli animali che, mangiandolo, provvedono poi alla dispersione degli acheni.
Polline: granuli pollinici monadi, radiosimmetrici, isopolari; perimetro in visione polare: subesagonali, pleurotremi; in visione equatoriale: circolari 27%, subcircolari 20%, ovali 43%, ellittici 10%; forma: oblato sferoidali 20%, prolato sferoidali 27%, subprolati 43%, prolati 10%; trizonocolporati (70%), trizonocolporoidati (30%); aperture: ora: lolongati, colpi: a margini poco distinguibili, con margo; esina: subtectata, striata, psilata; dimensioni: asse polare 22 (20) 17 mµ, asse equatoriale 19 (18) 15 mµ. L’impollinazione è entomofila.
Numero cromosomico: 2n = 14.
Sottospecie e/o varietà: numerose e pregiate varietà coltivate, di importanza non trascurabile.
Habitat ed ecologia: boschi di latifoglie e ad essenze miste, foreste luminose di aghifoglie, radure, strade di montagna; cresce in terreni un po’ umidi.
Syntaxon (syntaxa) di riferimento: Quercetea ilicis e Querco.Fagetea
Life-strategy (sensu Grime & Co.): Competitive (C).
IUCN: N.A.
Farmacopea: la Fragola contiene mucillagini, tannini, alcooli triterpenici (rizoma); vitamine C, A, B, zuccheri (frutti); la pianta possiede un certo interesse farmacologico. Il rizoma, che era iscritto in tutte le vecchie Farmacopee, viene estratto dal terreno in primavera ed autunno, seccato al sole, e si trova sul mercato erboristico in frammenti cilindrici, tortuosi, duri, portanti all’estremità superiore squame nerastre e cicatrici di foglie cadute, ed all’opposta quelle delle radici; la sua frattura è netta, l’odore nullo, il sapore acre e astringente. Contiene un glucoside (fragarina), che si sdoppia in rosso di fragola e glucosio, sostanze tanniche, resinose e pectiche, e viene prescritto in decotto nella medicina popolare come astringente intestinale. Le foglie hanno proprietà analoghe alle radici e in più sono considerate un buon antidiarroico, astringente cutaneo, antiemorragico e cicatrizzante. Leclerc ricorda che le fragole, disponendo di zucchero levulosio, possono essere concesse ai diabetici e che la presenza, nel frutto stesso, di acido salicilico lo rende adatto per i gottosi; e che, infine, esperienze di Gley sull’influenza del succo di fragole inoculato per via endovenosa, sulla pressione e sulla coagulazione del sangue, suggerirebbero l’introduzione di questi frutti nel regime alimentare degli arteriosclerotici ed in genere degli ipertesi.
Usi: il frutto, molto ricercato, viene consumato da tempi immemorabili sia crudo che cotto. Utilizzato per la preparazione di macedonie e marmellate, spesso si accompagna al gelato. Serve per la preparazione di liquori e sciroppi. Con l'infuso di foglie si produce una bevanda gradevolissima dall'intenso sapore e profumo.
Leggende e simbolismi: nel Medioevo la Fragola era ritenuto il simbolo della tentazione. Così la dipinse Hyeronymus Bosch: quelli che di essa sono avidi si trasformano in mostri che simboleggiano i viziosi.
Una leggenda tedesca vuole che prima della festa di San Giovanni (24 giugno), le madri che avevano perduto un figlio evitavano di mangiare le fragole, convinte che i bimbi morti salissero in Paradiso nascosti nel frutto. Se le mamme le avessero malauguratamente mangiate avrebbero offeso la Vergine Maria alla quale le fragole erano destinate; cosicché la Madonna avrebbe potuto rifiutare l’entrata in Paradiso ai bimbi le cui madri avevano distrutto la simbolica carrozza solare verso il Regno celeste.
Secondo un canto popolare inglese, con le foglie della fragola i pettirossi coprono pietosamente i figli morti nella foresta. Il significato del mito è chiarissimo: la foresta rappresenta sia la notte che l’inverno, quando il sole scompare realmente o simbolicamente nelle tenebre dei mesi senza luce. Sicché il pettirosso morto e sepolto sotto le foglie di fragola allude nel bestiario simbolico all’eroe o all’eroina solare perduti o morti nel bosco per il maleficio di una strega, ma in attesa di “tornare alla luce”, cioè della futura salvezza o resurrezione come i rossi frutti a primavera.
Il fiore di fragola simboleggia Stima e Amore, sentimenti cui alludevano le fragole ricamate sul fazzoletto che Desdemona aveva ricevuto in dono da Otello e che le costò la vita per averlo perduto.
Bibliografia:
AICHELE D., GOLTE-BECHTLE M., Che fiore è questo? Edizione Club degli Editori, Milano.
BIONDI E. et al., Manuale italiano di interpretazione degli habitat della Direttiva 92/43/CEE.
BONI U., PATRI G,, Scoprire, riconoscere, usare le erbe, Edizione Mondolibri SpA, Milano, 2000.
CATTABIANI A,, Florario (Miti, leggende e simboli di fiori e piante), Oscar Saggi Mondadori, I edizione, 1998.
DELLA BEFFA M.T., Fiori di campo (Conoscere, riconoscere e osservare tutte le specie di fiori selvatici più noti), Istituto Geografico De Agostini SpA, Novara, 1999.
FERRARI C,, Guida pratica ai fiori spontanei in Italia, Edizione italiana, VI ristampa febbraio 2001, Camuzzi Editoriale SpA Milano, licenziataria di The Reader’s Digest Association, Inc.
DE LEONARDIS W., PICCIONE V.,. ZIZZA A. (Istituto e Orto botanico Università di Catania), Flora melissopalinologica d’Italia. Chiavi d’identificazione, Bollettino Accademia Gioenia Scienze Naturali, Vol. 19, n. 329, pp.309-474, Catania 1986.
LAUBER K., WAGNER G., Flora Helvetica (Flore illustrée de Suisse), 2ème édition, Editions Paul Haupt, 2001.
NEGRI G., Nuovo erbario figurato (Descrizione e proprietà delle piante medicinali e velenose della flora italiana), V edizione, Ulrico Hoepli, Milano1991.
SHULAEV V. et al, The genome of woodland strawberry (Fragaria vesca). Nature Genetics, 43, 109-116, 2011.
http://vnr.unipg.it/habitat/index.jsp