Geum urbanum L.

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Rosaceae - Geum urbanum L.; Pignatti 1982: n. 1424; Geum urbanum L.
Plant List: accettato
Famiglia, nome latino per esteso Geum urbanum L.
(a cura di Giuseppe Laino)

Etimologia: l’epiteto del genere deriva dal greco geuo = “do buon profumo” (con allusione al gradevole odore di chiodo di garofano della sua radice). L’epiteto specifico deriva dall’aggettivo latino urbanus = “urbano, cittadino” (con allusione all’habitat di crescita della pianta che è quello nei pressi di abitazioni).
Sinonimi:
Geum caryophyllata Gilib., Geum hederifolium C. C. Gmelin, Geum hirtum Wahlberg, Geum mengelii Sennen, Geum roylei Wallich, Geum rubrifolium Lej. in Lej. & Courtois, Geum sordidum Salisb.
Nomi volgari:
Ambretta, Cariofillata, Erba benedetta, Garofanaia, Geo urbano (italiano). Liguria: Erba de plaga; Ganofaraia (Porto Maurizio); Garofanaia (Valle d'Arroscia). Piemonte: Cariofilata, Erba di sangh, Erba succin, Garofanas, Garofolaria, Piota d' caval. Lombardia: Erba benedeta, Garofolada (Brescia); Garofolaria (Pavia). Friuli: Vilies (Carnia). Emilia-Romagna: Cariofileda, Erba benedetta, Erba garofna (Romagna); Erba bandaetta, Erba garufanae (Bologna); Zarfoj de Spagna (Reggio). Toscana: Ambretta salvatica, Benedetta, Cariofillata, Erba benedetta, Gariofillata, Garofanaja, Garofanata, Garofanella. Abruzzi: Erba garofano (Larino). Campania: Garofollaria (Biccari). Sicilia: Erva biniditta, Galofararia, Garofanata, Garufulata.
Forma biologica e di crescita:
emicriptofita scaposa.
Tipo corologico:
circumboreale. Zone fredde e temperato fredde euro siberiane e del Nordamerica.
Fenologia:
fiore: III-V, frutto: V, diaspora: VI.
Limiti altitudinali: 1000-1250 m di altitudine.
Abbondanza relativa e distribuzione geografica in Italia:
nel nostro Paese è una specie comune nelle regioni settentrionali, piuttosto rara nell’Appennino centromeridionale e nelle isole.
Habitus: erbacea perenne, pubescente e quasi ruvida per la presenza di peli rigidi, munita di un corto e robusto rizoma contornato da radichette bruno chiare e dal quale si diparte il fusto alto 30-90 cm, coricato nella parte basale ed eretto nella parte superiore, foglioso, eretto, per lo più ramificato nella parte superiore e plurifloro.
Foglie:
le foglie basali, con stipole grandi, fogliacee e subrotonde, raggruppate in rosetta, hanno un picciolo corto e sono irregolarmente pennate, inciso dentate, gradatamente più grandi dalla base all’apice tanto che la fogliolina terminale è più grande delle altre e di norma trilobata; le foglioline, intercalate tra grandi e piccole, sono di forma ovale con il margine variamente dentato. Le foglie del fusto sono sessili e variamente conformate, da tre foglioline a foglie divise in tre lobi.
Fiore:
fiori solitari, ermafroditi, profumati, larghi fino a 2 cm, terminali del fusto o dei rami; ricettacolo discoidale, portante sull’orlo i verticilli del perianzio e dell’androceo e munito nella sua parte centrale di una sporgenza sulla quale sono inseriti gli elementi del gineceo. Calice di 5 sepali verdi, subuguali, rinforzati da un calicetto di 5 lacinie più piccole; corolla di 5 petali, gialli, alterni coi sepali; androceo con numerosi stami a filamenti subulati ed antere ovali e biloculari; gineceo di molti carpelli liberi, uniovulati, con stilo apicale, terminato da un bottone stimmatifero. Il ricettacolo è accrescente nel frutto.
Frutto:
il ricettacolo, accrescente nel frutto, porta una massa di acheni ricoperti da peli patenti, di colore rosso-scuro, ciascuno dei quali terminante con una resta allungata, simile ad un amo, inferiormente tomentosa, ricurva, utile alla pianta per la propagazione attaccandosi al pelo o alle penne di animali e uccelli, oppure agli indumenti dei passanti.
Polline:
granuli pollinici monadi, radiosimmetrici, isopolari; perimetro in visione polare subtriangolari, goniotremi, in visione equatoriale circolari 3%, subcircolari 13%, ovali 60%, ellittici 24%; forma: prolato sferoidali 17%, subprolati 60%, prolati 23%; trizonocolporoidati; aperture: colpi a clessidra, con margo; esina: subtectata, striata, psilata; dimensioni: asse polare 30 (25) 22 mµ, dimensioni equatoriali 22 (20) 16 mµ. L’impollinazione è entomofila, effettuata soprattutto da mosche.
Numero cromosomico: 2n = 42.
Sottospecie e/o varietà: nessuna.
Habitat ed ecologia: boschi di latifoglie e misti, margini di boschi e di strade, macerie, boscaglie, in terreni molto umidi ed azotati; pianta frequente.
Syntaxon (syntaxa) di riferimento: Teucrio siculi-Quercion cerridis
Life-strategy (sensu Grime & Co.): Stress tolleranti (S).
IUCN: N.A.
Farmacopea:
il rizoma di questa specie, raccolto a fine inverno, si trova in erboristeria in forma di frammenti irregolari, diritti o curvi, qualche volta suberizzati, segnati da cicatrici irregolarmente circolari, brunastri, con corteccia poco spessa e cilindro legnoso notevolmente sviluppato, inodori a secco, mentre a fresco il rizoma ha un odore aromatico, e con sapore astringente. Contengono un glucoside (geina) che, nel corso del disseccamento e per opera di uno speciale enzima (geasi), si scompone in glucosio ed in una essenza non ben conosciuta, un olio etereo con eugenolo, un principio amaro, sostanze resinose e tanniche (2%), gomma ed acidi organici (acetico). L’eugenolo è leggermente velenoso e produce vertigini, cianosi, vomito, diarrea, senso di soffocamento, fenomeni irritativi dell’apparato renale.
Il rizoma di Cariofillata si somministra tuttavia come tonico amaro ed astringente nei casi di atonia gastrointestinale, di dispepsie accompagnate da deperimento generale, di diarrea cronica; sono pure state vantate proprietà febbrifughe, che non risultano controllate autorevolmente. Si usano l’infuso, la tintura o l’estratto acquoso.
Il potere astringente derivato dai suoi contenuti in tannini ne consigliano l’uso in caso di diarrea, catarri intestinali ed infiammazioni del tubo digerente. Per uso esterno se ne fanno colluttori e gargarismi per le infiammazioni della bocca, per il mal di denti e contro l’alitosi.

Usi:
le foglie tenere raccolte in primavera vengono consumate miste ad altre erbe, in insalata oppure lessate per altre preparazioni. Il rizoma essiccato, per il suo caratteristico odore, viene anche usata al posto dei chiodi di garofano, per aromatizzare brodi e stufati, ma anche birra, vino e liquori.
Credenze:
nel secolo XV, questa pianta veniva appesa alle porte per impedire al demonio di entrare nelle case. Era, infatti, considerata uno dei più potenti talismani contro gli spiriti maligni. Secondo un trattato medico del 1491, “se un uomo se ne porta appresso la radice, nessun animale velenoso potrà toccarlo”. I poteri magici attribuiti alla pianta sembrano scaturire dalla sua associazione con San Benedetto, fondatore dell’ordine monastico dei Benedettini.
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Che fiore è questo? Edizione Club degli Editori, Milano.
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F. Selvi, Valle dell'Orsigna, Pistoia, 06-2007
F. Selvi, Valle dell'Orsigna, Pistoia, 06-2007 (con Coleoptera, Curculionidae)
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A. Crisafulli, R. Picone, Mualio, 15-05-2008
A. Crisafulli, R. Picone, Mualio, 15-05-2008
A. Crisafulli, R. Picone, Mualio, 15-05-2008
A. Crisafulli, R. Picone, Mualio, 15-05-2008
A. Crisafulli, R. Picone, Mualio, 15-05-2008
E. V. Perrino, Vico del Gargano, 23-04-2009
E. V. Perrino, Vico del Gargano, 23-04-2009

Distribuzione


■ autoctona ■ alloctona ■ incerta ■ scomparsa ■ assente

Caratteristiche

Relazioni con l'uomo
[ C ] C: specie di interesse alimentare e/o aromatico
[ O ] O: specie di interesse farmaceutico-officinale
Biologia riproduttiva

ER (ermafrodita): specie con organi maschili e femminili riuniti nel medesimo fiore.

[ EP - AC ] EP (entomofilia): Il polline è trasportato da insetti, che vengono indotti a visitare il fiore con svariate strategie di richiamo, con o senza ricompensa; AC (anemocoria): Semi dispersi dalle correnti aeree, sia perché incospicui, sia perché presentano peli, setole, pappi ecc.

Indici di Ellenberg

Salinità: 0

L: 4; T: 5; C: 5; U: 5; R: 6; N: 7;

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