Malus sylvestris (L.) Mill.

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Rosaceae - Malus sylvestris (L.) Mill.; Pignatti 1982: n. 1538; Malus sylvestris Miller
Plant List: accettato
Malus sylvestris Mill.
(a cura di Giuseppe Laino)

Etimologia: l’epiteto del genere è il nome latino malus, -i, f. = “melo, albero da frutto” [Virgilio et al.] (il frutto = malum, -i, n = “mela, pomo”) con il quale la specie era nota ai Romani. L’epiteto specifico deriva dagli aggettivi latini silvester, -tris, -tre, e silvestris, -e = “silvestre, boscoso, selvoso” [Cesio, Cicerone] (con allusione al suo habitat di crescita).
Sinonimi:
Pyrus acerba (Mérat) DC., Malus communis Poir. ssp sylvestris (Mill.) Gams, Malus acerba Mérat, Pyrus malus L. var sylvestris L.
Nomi volgari:
Melo selvatico.
Forma biologica e di crescita:
fanerofita scaposa.
Tipo corologico:
centro-europeo. Spontaneo un po’ ovunque in Europa: dalla Scandinavia, dalla Gran Bretagna e dalla Spagna fino alla regione caspica.
Fenologia:
fiore: IV-V, frutto: IX-X, diaspora: X-XI.
Limiti altitudinali:
dal piano a 800 m di altitudine.
Abbondanza relativa e distribuzione geografica in Italia:
nel nostro Paese la specie è diffusa su tutto il territorio. Esemplari notevoli di Melo selvatico si incontrano sui terrazzi fluvioglaciali dell’alta Pianura Padana, su suolo di brughiera, come pure nelle formazioni a Cerro (Quercus cerris L.) e Castagno (Castanea sativa Miller).
Habitus:
piccolo albero, longevo (vive circa 200 anni), che raggiunge i 10 m di altezza, con chioma densa, espansa e rotondeggiante. Il tronco è diritto o un po’ sinuoso, rivestito di scorza opaca, brunastra, rugosa e molto screpolata con l’età; i rami, robusti, da giovani tendono a diventare spinescenti all’estremità.
Foglie:
caduche, alterne, consistenti, semplici, a lamina ovata. I margini sono seghettati o crenulati, l’apice è acuto, la base rotonda. La pagina superiore è verde, glabra, mentre sulla pagina inferiore che è verde più chiaro presentano, nelle giovani foglie, una certa tomentosità che tende a scomparire con il procedere della stagione; presenta inoltre 8-16 nervature, incavate sulla pagina superiore, sporgenti su quella inferiore. Sono portate da un picciolo non più lungo di metà lamina fogliare.
Fiore:
fiori raccolte in infiorescenze corimbose di 3-7 elementi all’estremità dei rami giovani e sottesi da un ciuffo di foglie, ermafroditi, larghi 3-4 cm, con petali soffusi di roseo esternamente, internamente bianchi; androceo con stami numerosi (20-50) con antere gialle; gineceo con ovario infossato nel ricettacolo e stilo saldato fino alla metà.
Frutto:
il frutto è un pomo globoso (falso frutto), largo 2-4 cm (mela selvatica), depresso alle estremità, prima verde, poi più o meno arrossato, con polpa di sapore acidula che ricopre il vero frutto, comunemente chiamato torsolo.
Semi:
il torsolo (pericarpo) contiene alcuni semi neri e lisci, a forma di goccia appiattita.
Polline:
granuli pollinici monadi, di medie dimensioni (26-50 mµ), sferoidali; perimetro in vista equatoriale: circolare; tricolporati; esina: striata-perforata, eutectata. L’impollinazione è entomofila, operata soprattutto dalle api (Apis mellifica).

Numero cromosomico:
2n = 34.
Sottospecie e/o varietà:
nessuna.
Habitat ed ecologia:
componente delle formazioni a latifoglie subtermofile - Rovere (Quercus petraea (Matt.) Liebl.), Roverella (Quercus pubescens Willd.), Farnia (Quercus robur L.), Carpino (Carpinus betulus L.) ecc. - della fascia collinare e basso-montana, con suolo subacido. Pianta eliofila.
Syntaxon (syntaxa) di riferimento:
Crataego-Prunetea.
Life-strategy (sensu Grime & Co.):
Stress tolleranti (S).
IUCN:
N.A.
Farmacopea:
pianta di cui non si è mai fatto un utilizzo farmacologico.
Avversità:
le avversità principali cui va incontro il genere Malus sono i parassiti animali: afide grigio che deforma frutti e germogli (Dysaphis plantaginea); afide verde infestante le foglie (Aphis pomi); afide galligeno fogliare (galle rosse fogliari), Dysaphis devecta; afide lanigero che infesta gli organi legnosi provocando la formazione di tumori (Eriosoma lanigerum); verme delle mele le cui larve carpofaghe deprezzano i frutti (Cydia pomonella); tortricidi ricamatori che provocano erosioni a germogli, foglie e frutti (Pandemis, Archips, Eulia, ecc.); larve di rodilegno che scavano gallerie negli organi legnosi (Cossus cossus e Zeuzera pyrina); microlepidotteri minatori delle foglie (cemiostoma e litocollete); sesia del Melo che scava gallerie sotto la corteccia (Synanthedon myopaeformis); defogliatori vari (limantria, infantria e euprottide, ecc.); cocciniglia di S. José che infesta organi legnosi, foglie e frutti; ragnetto rosso che provoca bronzature alle foglie e conseguente loro caduta (Panonychus ulmi).
Sono inoltre da annoverare gli agenti di malattia (funghi, batteri ed entità infettive): ticchiolatura del Melo dovuta al fungo Venturia inaequalis (macchie fogliari con la caduta delle foglie e tacche necrotiche sui frutti); oidio o mal bianco dato dal fungo Podosphaera leucotricha; cancro fungino dei rami da Nectria sp; marciumi fungini del colletto e delle radici dovuti a Armillaria mellea, Rosellinia necatrix e Phytophthora cactorum; marciume fungino del frutto da Monilia fructigena; colpo di fuoco batterico (Erwinia amylovora); tumore batterico delle radici e del colletto (Agrobacterium tumefaciens); alcune virosi fogliari (mosaico) e del legno (plastomania).
Usi:
albero utilizzato come portainnesto per la coltivazione di numerosissime varietà di Melo domestico (Malus domestica Borkh = Malus communis D.C.), fin dall’età della pietra, come testimoniano molti reperti fossili. Dal Melo selvatico è stata ottenuta anche una discreta varietà di Meli ornamentali, piantati in parchi e giardini per le belle fioriture bianche o rosa, per i frutti variamente colorati e molto decorativi.
Il legno è ottimo per intagli o come legna da ardere.
Bibliografia:

BANFI E., CONSOLINO F., Alberi (Conoscere e risconoscere tutte le specie più diffuse di alberi spontanei e ornamentali), Istituto Geografico De Agostini SpA, Novara, 2001.
FERRARI M., MEDICI D., Alberi e arbusti in Italia (Manuale di riconoscimento), Edagricole, Bologna 2001.
HALBRITTER H., Malus sylvestris. In: BUCHNER R. & WEBER M. (2000 onwards). PalDat - a palynological database: Descriptions, illustrations, identification, and information retrieval.
LAUBER K., WAGNER G., Flora Helvetica (Flore illustrée de Suisse), 2ème édition, Editions Paul Haupt, 2001.
TICLI B., Enciclopedia degli alberi d’Italia e d’Europa, De Vecchi Editore, Milano 2007.
www.paldat.org

M. La Rosa, Bosco di Chiusi, Larciano, 19-04-2003
M. La Rosa, Bosco di Chiusi, Larciano, 19-04-2003
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A. Serafini Sauli, Castel Porziano, Roma, 01-07-2002
M. La Rosa, Bosco di Chiusi, Larciano, 19-04-2003
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L. Scuderi, Riserva Naturale Monte genuardo e Santa Maria del Bosco
M. Pascale, Valle Gesso, Roaschia, 05-1994
G. Pallavicini, Greto Gesso, Cuneo, 05-1998
B. Petriglia, senza dati
B. Petriglia, senza dati
B. Petriglia, senza dati
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A. Crisafulli, Serre Calabre, 28-04-2008
A. Crisafulli, Serre Calabre, 28-04-2008
A. Crisafulli, R. Picone, Fiumedinisi
A. Crisafulli, R. Picone, Fiumedinisi
D. Bouvet, Baraggia di Masserano, Biella, 01-07-2010
D. Bouvet, Baraggia di Masserano, Biella, 01-07-2010
D. Bouvet, Musinè, Almese, Torino, 20-11-2011

Distribuzione


■ autoctona ■ alloctona ■ incerta ■ scomparsa ■ assente

Caratteristiche

Relazioni con l'uomo
[ C ] C: specie di interesse alimentare e/o aromatico
[ P ] P: specie velenose - tossiche - stupefacenti - psicotrope - irritanti - fotosensibilizzanti
[ A ] A: specie con polline allergenico.
Biologia riproduttiva

ER (ermafrodita): specie con organi maschili e femminili riuniti nel medesimo fiore.

[ EP - ZC2 ] EP (entomofilia): Il polline è trasportato da insetti, che vengono indotti a visitare il fiore con svariate strategie di richiamo, con o senza ricompensa; ZC2 (endozoocoria): Semi che vengono ingeriti, come tali o all’interno di un frutto, e successivamente espulsi con le feci.

Indici di Ellenberg

Salinità: 0

L: 7; T: 5; C: 5; U: 5; R: 7; N: 5;

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