Potentilla reptans L.

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Rosaceae - Potentilla reptans L.; Pignatti 1982: n. 1457; Potentilla reptans L.
Plant List: accettato
Famiglia, nome latino per esteso Potentilla reptans L.
(a cura di Giuseppe Laino)

Etimologia: l’epiteto del genere deriva dall’aggettivo latino potens, -entis = “potente, efficace” [Virgilio, Ovidio, Cicerone] con allusione alle grandi virtù medicinali che gli si attribuivano anticamente, o da portentum, -i, n. = “portento, prodigio” [Cicerone, Virgilio et al.] con allusione alle prodigiose proprietà curative della pianta. L’epiteto specifico deriva dal verbo latino repto, -as, -avi, -atum, -are = “strisciare, esser rampicante” [Plinio], con allusione al portamento strisciante della pianta.
Sinonimi: Potentilla cacerensis Rivas Mateos (1900), Potentilla repens L. (1756), Potentilla subpedata C. Koch (1841).
Nomi volgari: Cinquefoglia comune, Erba pecorina, Potentilla strisciante (italiano). Liguria: Erba mejella, Mejella (S. Bernardo); Merella sarvaega (Montalto). Piemonte: Erba a singh foej, Erba d' la sinchena, Erba rabloira, Erba sinchena, Erba sinchenna, Frola sarvaja, Sinch foei; Erba ciocchina (Saluzzo); Erba de la sincheno (Riclaretto). Lombardia: Maggiostra selva dega, Pè de pol, Sich foe (Brescia). Veneto: Fraga salvadega (Verona). Friuli: Freule mate, Pendente. Emilia-Romagna: Fravla mata, Fravla salvadga (Reggio); Magiostreina (Piacenza); Man d' la Madonna, Zenq' foj (Romagna); Zenq' didi d' la Madona (Bologna). Toscana: Cinquefoglia, Cinquefoglio, Fragolaria, Pentafillo, Spillabuco; Centofoglio (Scandicci); Erba pecorina (S. Sepolcro). Lazio: Erba calipetallo (Roma). Abruzzi: Cinghefojje. Campania: Fragola selvaggia (Ischia); Fragolella salvaggia (Napoli). Puglia: Mani di Cristo (Lecce). Sicilia: Cincu idita, Cincu iditella, Cincufogghiu, Fraulastra, Pentafilla. Sardegna: Erba de chimbe fozas, Erba de cincu follas, Erba de murenas, Fraulà areste, Quinquefoliu, Quinquefollu.
Forma biologica e di crescita: emicriptofita rosulata.
Tipo corologico: paleotemperato (anche eurasiatico): diffusa in Europa e Asia occidentale, divenuta in seguito subcosmopolita. In Europa è presente oltre che nelle pianure (al nord fino in Inghilterra e Norvegia) anche sui vari rilievi compresi tra i Pirenei e il Caucaso. Si trova anche in Africa settentrionale oltre che in Asia (Siberia, Himalaya e Cina). In America del Nord introdotta dall'Europa.
Fenologia: fiore: V-IX, frutto: VI-X, diaspora: VII-XI.
Limiti altitudinali: dal piano fino a 1600 m di altitudine: frequenta il piano collinare e montano.
Abbondanza relativa e distribuzione geografica in Italia: nel nostro Paese è diffusa su tutto il territorio continentale e insulare.
Habitus: erbacea perenne, pubescente, con un corto rizoma, alta 10-20 cm, con fusti normalmente pubescenti, striscianti e radicanti ai nodi (da dove a volte si forma una nuova piantina), lunghi fino a un metro.
Foglie: le foglie basali, lungamente picciolate, hanno la lamina palmata divisa in 5 (raramente 7) segmenti oblungo ovati, lunghi da 1,6 a 6 cm e larghi 8-20 mm, grossolanamente dentati al margine con 6-7 denti per lato. Alla base delle foglie sono presenti due stipole fogliacee, intere o dentate. La superficie è glabra o più spesso pelosa sulle due pagine. Le foglie cauline sono simili a quelle basali, ma più piccole e con il picciolo più corto.
Fiore: i fiori, ermafroditi, attinomorfi, pentameri, del diametro di 20-25 mm, giallo oro, solitari all’ascella delle foglie dei fusti striscianti, sono portati da peduncoli eretti lunghi 5-8 cm. Il calice, verde, persistente e con tubo corto, è formato da 5 sepali lunghi 4-6 mm e larghi 2 mm, triangolari ovati con apice acuto, pelosi, rinforzato da un calicetto (epicalice) composto di altrettanti sepali più piccoli dei precedenti. La corolla, dialipetala, è composta da 5 petali liberi e caduchi, obcordati, smarginati all’apice e cuneati alla base, lunghi 1,2 cm e larghi 10 mm, opposti ai sepali del calice e sovrapposti ai sepali dell’epicalice.
Androceo composto da stami con filamenti villosi nella metà inferiore, inseriti direttamente sul calice, in numero superiore a 20, disposti tipicamente in tre serie di 10 + 5 + 5; il nettario è disposto ad anello internamente agli stami; le antere sono ellissoidi e di colore dapprima giallo poi marrone a maturità. Il ricettacolo è piatto e asciutto, fruttifero. Gineceo con numerosi carpelli (fino a 20), secchi e liberi, ognuno dei quali ha uno stilo e un ovulo; l’ovario è supero; gli stili sono caduchi ed elicati, ossia disposti tutti su un asse comune.
Frutto: il frutto è dato da numerosi acheni inseriti nel ricettacolo conico.
Semi: acheni granuloso scabri, pelosi.
Polline: granuli pollinici monadi, di dimensioni medie (26-50 mµ), oblati; perimetro equatoriale: triangolari; tricolporati; esina: striata-perforata, eutectata. L’impollinazione è entomofila, tramite api e mosche; la pianta è anche autofertile (omogama): di notte e in condizioni meteorologiche avverse i fiori si chiudono attivando l’autofecondazione in quanto le antere entrano in contatto con gli stimmi.
Numero cromosomico: 2n = 28, 48.
Sottospecie e/o varietà: Potentilla reptans L. si ibrida facilmente con Potentilla erecta (L.) Räuschel (entrambe sono specie molto comuni sul nostro territorio). Un ibrido interspecifico è Potentilla x mixta Nolte ex Koch (Tormentilla strisciante, numero cromosomico 2n = 56). Simile a Potentilla erecta ma fiori tanto a 4 che a 5 petali. Fusto prostrato, spesso radicante ai nodi. Foglie a 3-7 segmenti, foglie del fusto inferiori nettamente picciolate, diametro dei fiori 15-18 mm.
Habitat ed ecologia: prati umidi, margini stradali, discariche, anche nei campi e vigneti; indica la presenza di azoto nel terreno; cresce in terreni pesanti e profondi; più rara nella sabbia e pietrisco; pianta frequente.
Syntaxon (syntaxa) di riferimento: comunità delle macro- e megaforbie terrestri, classe Molinio-Arrhenantheretea, ordine Potentillo-Polygonetalia, alleanza Potentillion-anserinae.
Life-strategy (sensu Grime & Co.): Stress tolleranti (S).
IUCN: N.A..
Farmacopea:
le radici e le foglie contengono tannini catechici (glucosidi di alcooli triterpenici). La Cinquefoglia comune appartiene alla categoria delle droghe astringenti e vulnerarie: le sue proprietà dipendono soprattutto dall’elevato contenuto in tannini.
Pianta nota fin dai tempi più remoti per le proprietà antiemorragiche e cicatrizzanti particolarmente preziose per il ridotto numero di sostanze terapeuticamente valide di quei tempi quando ne veniva fatto un largo uso anche come febbrifugo e astringente intestinale; queste proprietà sono oggi superate dall’impiego di sostanze terapeuticamente più efficaci e sicure, ma soprattutto dal principio che in caso di ferite o di febbre la presenza del medico è indispensabile.
Altri impieghi validi della Cinquefoglia comune sono quelli esterno e cosmetico, soprattutto per le infiammazioni delle mucose della bocca, gengiviti e stomatiti, per il mal di denti, per togliere bru
ciore, rossori e prurito su zone di pelle arse e macerate dal sudore.
Usi: le foglioline giovani si possono mangiare nelle insalate. L'industria cosmetica usa questa pianta per produrre creme antirughe (sembra che la pelle venga rilassata da impacchi preparati con alcune parti della pianta). Può essere impiegata anche per arricchire giardini rocciosi e alpini. Di facile coltivazione, necessita di un terreno ben drenato, abbastanza secco e soleggiato; tollera terreni lievemente umidi e a mezzombra. Il suolo deve essere più alcalino che acido. Si deve porre attenzione a dove si effettua l'impianto in quanto la specie è invasiva (in ambienti favorevoli si espande annualmente per oltre 1,5 metri).
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E. V. Perrino, Basento, 21-08-2006
E. V. Perrino, Monopoli, 18-05-2006

Distribuzione


■ autoctona ■ alloctona ■ incerta ■ scomparsa ■ assente

Caratteristiche

Relazioni con l'uomo
[ C ] C: specie di interesse alimentare e/o aromatico
[ O ] O: specie di interesse farmaceutico-officinale
Biologia riproduttiva

ER (ermafrodita): specie con organi maschili e femminili riuniti nel medesimo fiore.

[ EP - AC ] EP (entomofilia): Il polline è trasportato da insetti, che vengono indotti a visitare il fiore con svariate strategie di richiamo, con o senza ricompensa; AC (anemocoria): Semi dispersi dalle correnti aeree, sia perché incospicui, sia perché presentano peli, setole, pappi ecc.

Indici di Ellenberg

Salinità: 0

L: 6; T: 6; C: 5; U: 6; R: 7; N: 5;

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