(a cura di Giuseppe Laino)
Etimologia: l’epiteto del genere deriva dal greco hesperis = “sera”, probabilmente in riferimento al fatto che il profumo dei fiori diventa più accentuato verso le ore serali. L’epiteto specifico è l’aggettivo latino matronalis, -e = “matronale, di matrona, pertinente a matrona”, di non chiaro significato e allusione.
Sinonimi: nessuno.
Nomi volgari: Esperide matronale, Violacciocca matronale, Violacciocca antoniana, Esperide (italiano). Piemonte: Giuliene, Vioulè d' Spagna, Vioulè sarvaj. Lombardia: Daminna (Milano). Veneto: Samberi (Treviso). Emilia-Romagna: Vioela matronal (Piacenza); Viola madrunela (Romagna); Viola materna (Bologna); Viola matronel (Reggio). Toscana: Antoniana, Esperide, Filius ante padrem, Viola matronale, Violacciocco forestiero, Violacciocco svizzero.
Forma biologica e di crescita: emicriptofita scaposa.
Tipo corologico: sudeuropeo-sudsiberiano. Diffuso nell’Europa sudorientale e Asia occidentale.
Fenologia: fiore: V-VII, frutto: VIII, diaspora: IX.
Sinonimi: nessuno.
Nomi volgari: Esperide matronale, Violacciocca matronale, Violacciocca antoniana, Esperide (italiano). Piemonte: Giuliene, Vioulè d' Spagna, Vioulè sarvaj. Lombardia: Daminna (Milano). Veneto: Samberi (Treviso). Emilia-Romagna: Vioela matronal (Piacenza); Viola madrunela (Romagna); Viola materna (Bologna); Viola matronel (Reggio). Toscana: Antoniana, Esperide, Filius ante padrem, Viola matronale, Violacciocco forestiero, Violacciocco svizzero.
Forma biologica e di crescita: emicriptofita scaposa.
Tipo corologico: sudeuropeo-sudsiberiano. Diffuso nell’Europa sudorientale e Asia occidentale.
Fenologia: fiore: V-VII, frutto: VIII, diaspora: IX.
Limiti altitudinali: dal piano a 1200 m di altitudine.
Abbondanza relativa e distribuzione geografica in Italia: nel nostro Paese la specie è comune, spontanea o coltivata come pianta ornamentale, in tutto il territorio.
Abbondanza relativa e distribuzione geografica in Italia: nel nostro Paese la specie è comune, spontanea o coltivata come pianta ornamentale, in tutto il territorio.
Habitus: erbacea perenne, alta da 30 cm a un metro, con fusti eretti o ascendenti, leggermente pubescenti per peli semplici o biforcati e rigidi, spesso ramificati soprattutto nella porzione superiore.
Foglie: le foglie hanno disposizione alterna, brevemente picciolate o sessili, le inferiori, assenti nel periodo della fioritura, sono lunghe 8-16 cm e larghe 4 cm, hanno la lamina oblunga o lanceolata, grossolanamente dentata ai bordi; quelle superiori, numerose, sono ovato lanceolate, seghettate e progressivamente più piccole. Corti peli sia sulla pagina superiore che su quella inferiore conferiscono alla foglia una ruvidezza al tatto.
Fiore: i fiori sono riuniti in racemi corimbosi che possono raggiungere una lunghezza di 30 cm e più, sono delicatamente profumati soprattutto al crepuscolo. Quando gli steli portano contemporaneamente fiori e frutti il peso può farli piegare. Il calice è composto da 4 sepali lunghi 6-7 mm; la corolla è formata da 4 petali lunghi 2-2,5 cm, spatolati, di colore violetto più o meno intenso. Nelle forme coltivate sono talvolta anche rosa o bianchi. Androceo di 6 stami in due gruppi, i 4 più vicini all’ovario sono più lunghi dei due opposti. Androceo con stimma bilobato.
Frutto: il frutto è una siliqua deiscente per il lungo, eretta, cilindrica, lunga 3-8 cm, del diametro di 1,5-3 mm, glabra o finemente pubescente portata da un peduncolo lungo 1-2 cm, con costrizioni tra i semi.
Semi: semi disposti in due file all’interno della siliqua, separate da una membrana, oblunghi lunghi 3-4 mm e larghi 1-1,5 mm.
Polline: granuli pollinici monadi, di medie dimensioni (26-50 mµ), prolati; perimetro in vista equatoriale: circolare; tricolpati; esina: reticolata, semitectata. L’impollinazione è entomofila.
Foglie: le foglie hanno disposizione alterna, brevemente picciolate o sessili, le inferiori, assenti nel periodo della fioritura, sono lunghe 8-16 cm e larghe 4 cm, hanno la lamina oblunga o lanceolata, grossolanamente dentata ai bordi; quelle superiori, numerose, sono ovato lanceolate, seghettate e progressivamente più piccole. Corti peli sia sulla pagina superiore che su quella inferiore conferiscono alla foglia una ruvidezza al tatto.
Fiore: i fiori sono riuniti in racemi corimbosi che possono raggiungere una lunghezza di 30 cm e più, sono delicatamente profumati soprattutto al crepuscolo. Quando gli steli portano contemporaneamente fiori e frutti il peso può farli piegare. Il calice è composto da 4 sepali lunghi 6-7 mm; la corolla è formata da 4 petali lunghi 2-2,5 cm, spatolati, di colore violetto più o meno intenso. Nelle forme coltivate sono talvolta anche rosa o bianchi. Androceo di 6 stami in due gruppi, i 4 più vicini all’ovario sono più lunghi dei due opposti. Androceo con stimma bilobato.
Frutto: il frutto è una siliqua deiscente per il lungo, eretta, cilindrica, lunga 3-8 cm, del diametro di 1,5-3 mm, glabra o finemente pubescente portata da un peduncolo lungo 1-2 cm, con costrizioni tra i semi.
Semi: semi disposti in due file all’interno della siliqua, separate da una membrana, oblunghi lunghi 3-4 mm e larghi 1-1,5 mm.
Polline: granuli pollinici monadi, di medie dimensioni (26-50 mµ), prolati; perimetro in vista equatoriale: circolare; tricolpati; esina: reticolata, semitectata. L’impollinazione è entomofila.
Numero cromosomico: 2n = 24.
Sottospecie e/o varietà: nessuna. In coltivazione sono numerose le cultivar con i fiori di varie gradazioni di colore.
Habitat ed ecologia: boschi, luoghi umidi, aree antropizzate.
Syntaxon (syntaxa) di riferimento:
Life-strategy (sensu Grime & Co.): Stress tolleranti (S).
IUCN: N.A.
Farmacopea: non si conoscono impieghi medicinali di questa pianta.
Curiosità: la Violacciocca matronale ospita le larve di parecchie specie di farfalle incluse l’Anthocharis cardamines e la Pieris rapae, e falene come Plutella porrectella.
Bibliografia:
COURTNEY S. P.,, DUGGAN A. E., The population biology of the Orange Tip butterfly Anthocharis cardamines in Britain. Ecological Entomology, 8, 3, 271–281, 1983
DELLA BEFFA M. T., Fiori di campo (Conoscere, riconoscere e osservare tutte le specie di fiori selvatici più noti), Istituto Geografico De Agostini SpA, Novara, 1999.
SUSKO D.J., HUSSEIN Y., Factors Affecting Germination and Emergence of Dame's Rocket (Hesperis matronalis). Weed Biology and Ecology, 56, 3, 2008.LAUBER K., WAGNER G., Flora Helvetica (Flore illustrée de Suisse), 2ème édition, Editions Paul Haupt, 2001.
www.dryades.eu
Life-strategy (sensu Grime & Co.): Stress tolleranti (S).
IUCN: N.A.
Farmacopea: non si conoscono impieghi medicinali di questa pianta.
Curiosità: la Violacciocca matronale ospita le larve di parecchie specie di farfalle incluse l’Anthocharis cardamines e la Pieris rapae, e falene come Plutella porrectella.
Bibliografia:
COURTNEY S. P.,, DUGGAN A. E., The population biology of the Orange Tip butterfly Anthocharis cardamines in Britain. Ecological Entomology, 8, 3, 271–281, 1983
DELLA BEFFA M. T., Fiori di campo (Conoscere, riconoscere e osservare tutte le specie di fiori selvatici più noti), Istituto Geografico De Agostini SpA, Novara, 1999.
SUSKO D.J., HUSSEIN Y., Factors Affecting Germination and Emergence of Dame's Rocket (Hesperis matronalis). Weed Biology and Ecology, 56, 3, 2008.LAUBER K., WAGNER G., Flora Helvetica (Flore illustrée de Suisse), 2ème édition, Editions Paul Haupt, 2001.
www.dryades.eu