Sisymbrium officinale (L.) Scop.

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Brassicaceae - Sisymbrium officinale (L.) Scop.; Pignatti 1982: n. 928; Sisymbrium officinale (L.) Scop.
Plant List: accettato
Famiglia, nome latino per esteso Sisymbrium officinale (L.) Scop.
(a cura di Giuseppe Laino)

Etimologia: l’epiteto del genere sysimbrium = “sisimbrio è quello già usato dai latini per indicare la pianta odorosa sacra a Venere [Varrone, Ovidio et al.]. L’epiteto specifico officinalis (dal latino opificina, opifex) = “laboratorio, fabbrica, officina” (allusione al trattamento che viene eseguito in laboratorio per estrarre componenti e principi attivi dalla pianta per uso utilitaristico o medicinale).
Sinonimi: nessuno.
Nomi volgari: Erisimo, Sisimbrio (italiano). Foeggia de navon (Liguria), Rapa salvaja (Piemonte), Trionc (Lombardia), Barbena (Veneto), Navon salvadegh (Emilia), Rapino, Erba crociona (Toscana), Jerve d’amore (Abruzzi), Rapistogno (Campania), Cima amarella (Puglia), Lassaneddi (Sicilia), Alaussa (Sardegna).
Forma biologica e di crescita: terofita scaposa.
Tipo corologico: eurasiatica, in climi paleotemperati.
Fenologia: fiore: III-VIII, frutto: IV-IX.
Limiti altitudinali: da 0 a 1000 m di altitudine.
Abbondanza relativa e distribuzione geografica in Italia: nel nostro Paese è molto comune in tutto il territorio continentale ed insulare dal mare al piano submontano, più raramente montano.
Habitus: pianta erbacea annua con radice fittonante, per lo più brevemente e mollemente tomentosa per la presenza di peli fini e corti inframmezzati da peli radi più lunghi, con fusto eretto, alto da 30 a 60 cm, ramificato in alto con rami rigidi e patenti.
Foglie: alterne, picciolate, le inferiori pennatosette, con 2-3 paia di lacinie laterali allungate e dentate ed un segmento terminale molto grande, astato ed irregolarmente dentato; le superiori intere, astate.
Fiore:
piccoli, tetrameri, regolari, raccolti (in numero da 30 a 60) in infiorescenze nude più o meno allungate e terminali del fusto e dei rami. Calice di 4 sepali uguali fra di loro e più brevi dei petali; corolla cruciforme di colore giallo pallido, con petali lunghi 3-4 mm; androceo di 6 stami, di cui 4 più lunghi (0,5-0,8 mm), a filamenti subulati ed antere oblungo cordate e con 4 ghiandole tubercoliformi inserite fra gli stami brevi e quelli lunghi ad essi vicini; gineceo con ovario esile ed allungato, biloculare, pluriovulato, sormontato da un breve stilo con stimma a bottone.
Frutto:
siliqua, lunga sino a 2,5 cm, con la base allargata, portata da un corto picciolo largo quasi quanto la siliqua che la mantiene strettamente appressata all’apice, acuminata, deiscente per due valve sottili percorse da tre nervature; l’insieme delle silique forma un lungo racemo defogliato.
Semi:
in numero di 5-10 in un’unica fila per ciascuna loggia fruttifera, bruno arancioni, approssimativamente ovali, lunghi circa 1,5 mm.
Polline: granuli pollinici monadi, prolati; perimetro in visione polare: circolari; tricolpati; esina: reticolata, semitectata; di dimensioni medie (26-50 mµ). L’impollinazione è entomofila.
Numero cromosomico: 2n = 14.
Sottospecie e/o varietà: nessuna.
Habitat ed ecologia: infestante di strade, discariche, scarpate ferroviarie, muretti e macerie; indica che il terreno è ricco di azoto; pianta frequente.
Syntaxon (syntaxa) di riferimento: Sisymbrietalia officinalis.
Life-strategy (sensu Grime & Co.): Stress tolleranti (S) + Commensali (CM)+ Opportuniste (O)..
IUCN: N.A..
Farmacopea:
la pianta contiene, oltre ad un glucoside poco noto, comune alle altre specie del genere e dotato di azione cardiaca, un glucoside solforato che, scindendosi a contatto con la secrezione buccale e faringea (o del resto anche per azione della mirosina che questa pianta, come tutte le Crucifere, contiene), attiva la secrezione stessa e per continuità o per azione riflessa, anche quella laringea e bronchiale, riuscendo particolarmente utile alle persone esposte ad affaticare la laringe e le corde vocali, quali oratori, cantanti, ecc. La pianta deve essere usata preferibilmente allo stato fresco, perché il disseccamento le fa perdere la maggior parte della sua efficacia; non potendone disporre in questa condizione, si preferisce quella raccolta in luglio ed agosto, cioè all’inizio della formazione dei frutti che, quando sia stata seccata accuratamente e conservata al riparo dall’umidità e dall’aria, dimostra una attività sufficiente. Ha anche azione antiscorbutica.
Nel XVI secolo, Guillaume Rondelet di Montpellier sosteneva di aver dato a un corista la voce di un angelo grazie all’uso che gli aveva fatto fare della pianta. Da allora, attori, uomini politici e cantanti francesi sono ricorsi a infusi di questa pianta per migliorare il loro rendimento vocale. Anche il drammaturgo Racine consigliò a Boileau, letterato del secolo XVII, di assumere infusi della pianta per recuperare la voce perduta. A causa del sapore pungente, l’infuso veniva aromatizzato con liquirizia o miele.
Dalla linfa si otteneva uno sciroppo antiasmatico anch’esso aromatizzato con miele.
Usi: da questa pianta si ricava un colorante utilizzato per tingere di giallo le stoffe. Sebbene di sapore piccante, la pianta non raggiunge il picco di Brassica nigra (L.) Koch (senape); nella cucina inglese veniva utilizzata solo per preparare una salsa da pesce di mare.
Bibliografia:
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BONI U., PATRI G.,
Scoprire, riconoscere, usare le erbe, Edizione Mondolibri SpA, Milano, 2000.
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G. Pallavicini, Greto Gesso, Cuneo, 06-1997
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A. Crisafulli, senza dati
L. Scuderi, Marettimo, 13-05-2007
G. Laino, Novezzina, Monte Baldo, 21-05-2009
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G. Laino, Novezzina, Monte Baldo, 21-05-2009
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Distribuzione


■ autoctona ■ alloctona ■ incerta ■ scomparsa ■ assente

Caratteristiche

Relazioni con l'uomo
[ C ] C: specie di interesse alimentare e/o aromatico
[ O ] O: specie di interesse farmaceutico-officinale
Biologia riproduttiva

ER (ermafrodita): specie con organi maschili e femminili riuniti nel medesimo fiore.

[ EP - AC ] EP (entomofilia): Il polline è trasportato da insetti, che vengono indotti a visitare il fiore con svariate strategie di richiamo, con o senza ricompensa; AC (anemocoria): Semi dispersi dalle correnti aeree, sia perché incospicui, sia perché presentano peli, setole, pappi ecc.

Indici di Ellenberg

Salinità: 0

L: 8; T: 6; C: 5; U: 4; R: n.d.; N: 7;

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