Echium vulgare L.

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Boraginaceae - Echium vulgare L.; Pignatti 1982: n. 3004; Echium vulgare L.
Plant List: accettato
Famiglia, nome latino per esteso Echium vulgare L.
(a cura di Giuseppe Laino)

Etimologia: l’epiteto del genere deriva dal greco ékis = “vipera” (riferito all’uso che si è fatto della pianta fin dall’antichità per curare i morsi di vipera e che, a questo riguardo, Dioscoride, medico e scrittore di medicina dell’età classica greca, menzionava come rimedio sia preventivo che terapeutico; l’erborista inglese del secolo XVII William Coles, poi, riteneva che il fusto fosse “macchiato come la pelle di un serpente”, e questo, secondo la “dottrina dei segni”, era prova del suo valore antitossico; a ciò si aggiunga l’aspetto della corolla che, con il suo stilo sporgente e biforcuto, assomiglia alla testa di una serpe e che anche la forma degli acheni richiamano la testa di un rettile); l’epiteto specifico è aggettivo latino che sta per “comune, generale, ordinario” ecc. a significare la larga diffusione della pianta.
Sinonimi:
Echium argenteum Pau, Echium carriezii Gandoger, Echium granatense Coincy, Echium hispa-nicum Asso, Echium lacaitae Sennen, Echium laetum Salisb., Echium lycopsis L., Echium pustulatum Sm., Echium wierzbickii Reichenb.
Nomi volgari: Viperina azzurra, Viperina comune, Echio (italiano). Liguria: Erba d'a Madonna (Cicagna); Erba da rogna (Valle d'Arroscia); Erba de freve (Valle del Bisagno); Erba serpentina (Mignanego); Lingua buona (Bordighera); Zampe de crava (Montalto). Piemonte: Burassina. Lombardia: Borragin selvatich (Pavia); Scercia salvadega (Brescia). Veneto: Buglossa (Verona). Emilia-Romagna: Erba p' losa (Piacenza); Erba vepra (Romagna). Toscana: Buglossa salvatica, Lingua di bove, Lingua di cane; Dente di cane (Scandicci); Erba rogna (Montespertoli); Erba terrestre (S. Sepolcro). Sicilia: Erva vipirina, Samarech, Sucameli; Lingua uina (Etna). Sardegna: Erba porchina, Limba de boe.
Forma biologica e di crescita: emicriptofita bienne.
Tipo corologico: diffusa nella maggior parte dell’Europa mediterranea e dell’Asia occidentale.
Fenologia: fiore: IV-IX, frutto: VI-X.
Limiti altitudinali: dal piano a 1700 m di altitudine.
Abbondanza relativa e distribuzione geografica in Italia: nel nostro Paese è diffusa su tutto il territorio continentale e insulare, con maggiore frequenza al Nord.
Habitus: erbacea biennale, talvolta perenne e più raramente annuale; nel primo anno produce una rosetta di foglie fra cui nel secondo anno si sviluppa il fusto alto 40-60 cm, eretto, semplice o talvolta con corti rami alla base; tutta la pianta è irsuta per la presenza di brevi peli, poi diviene ispida per la presenza di lunghe setole rigide che nascono da un tubercolo di colore porporino.
Foglie: le foglie basali, lineari spatolate o lanceolate, lunghe 6-10 cm e larghe 1,5 cm, acute all’apice e gradatamente ristrette alla base in un corto picciolo, sono riunite in dense rosette basali appressate al suolo. Le foglie cauline, simili alle basali, sono sessili, di colore grigiastro per la presenza di numerosi peli.
Fiore:
l’infiorescenza è una pannocchia cilindrica o talvolta piramidale formata da numerosi racemi prima densi, poi allungati durante la fioritura e la maturazione; i fiori hanno una brattea alla base, il calice è diviso fin quasi alla base in cinque lobi lineari, la corolla, lunga fino al doppio del calice (15-20 mm), è tubulare e termina in una fauce slargata, con 5 lobi ineguali, bilabiata, obliqua, dapprima rosa-rossastra, poi blu o blu violacea brillante, raramente bianca. Stami con filamenti ineguali, curvi, che fuoriescono nettamente dalla corolla.
Frutto:
composto da 4 acheni racchiusi dal calice.
Semi:
achenio piccolo, grigio, di forma ovoidale con la base piana; la superficie dorsale è percorsa da una costolatura e l’apice è ristretto in un’appendice conica.
Polline: granuli pollinici monadi, radiosimmetrici, subisopolari; perimetro in visione polare subcircolari, in visione equatoriale piriformi; forma: prolati; trizonocolporati; aperture: ora, con annulus, colpi diritti, poco visibili; esina: subtectata, finemente reticolata, psilata; dimensioni: asse polare 18 (17) 16 mµ, asse equatoriale 13 (12) 10 mµ, diametro del granulo a livello del poro 14 (13) 10 mµ. L’impollinazione è ento-mofila.
Numero cromosomico: 2n = 16.
Sottospecie e/o varietà: Echium vulgare L. ssp pustulatum, presente nell’Italia centro-meridionale, si differenzia in quanto più densamente setolosa e pungente della ssp vulgare.
Habitat ed ecologia: margni stradali, scarpate ferroviarie e discariche, luoghi sassosi, incolti, pascoli aridi, greti; vegeta in terreni sciolti e sassosi.
Syntaxon (syntaxa) di riferimento: Echio-Galactition tomentosae
Life-strategy (sensu Grime & Co.): Ruderali (R).
IUCN:
N.A.
Farmacopea:
la droga è rappresentata dalle sommità fiorite che contengono antociani e mucillagini. La Viperina azzurra ha una fama in parte immeritata in quanto, come già accennato, anticamente si credeva servisse come antidoto contro i morsi dei rettili e degli scorpioni. In realtà la pianta ha proprietà molto simili a quelle della Borraggine (Borrago officinalis L.) alla quale può essere sostituita; esse sono diuretiche e depurative per quanto concerne l’azione sull’apparato escretore, emollienti e antiinfiammatorie sull’apparato respiratorio. Per uso esterno la Viperina azzurra ha ancora una valida azione come emolliente e antiinfiammatorio su pelli arrossate, aride, affette da eruzioni cutanee, e sulle mucose boccali irritate.
Una manciata di sommità fiorite infuse nell’acqua calda del bagno esercita una delicata azione emolliente su pelli facilmente irritabili.
Curiosità: la grande variabilità di colore dei fiori è dovuto a un cambiamento del grado di acidità del succo cellulare. Nei fiori giovani il succo cellulare è acido ed il colore ha una dominante di rosso. Nei fiori più vecchi il succo cellulare è neutro od alcalino ed il colore tende al blu. Simili cambiamenti di colore si possono osservare, oltre che in alcune leguminose, anche in Glechoma hederacea L. o in varie Myosotis. In botanica, con un semplice esperimento, si dimostra che la materia colorante rossa e blu spesso è identica ed il suo colore dipende soltanto dal grado di acidità del succo cellulare; si prende un fiore con tonalità blu (per esempio quello di una Campanula) e lo si butta su un formicaio. Le formiche spruzzano sul fiore acido formico, che penetra nelle cellule dei petali ed il fiore diventa rosso.
Bibliografia:
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Scoprire, riconoscere, usare le erbe, Edizione Mondolibri SpA, Milano, 2000.
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www.dryades.eu
E. Balocchi, Busalla, Genova, 22-06-2008
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S. Sgorbati, Pregasio, Tremosine, 20-06-1998
L. Feriozzi, Gressoney, Aosta, 22-07-2007 (con Hymenoptera, Aculeata, Formicidae)
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I. Merlo, Monte Grammondo, Olivetta, 27-06-1992
I. Merlo, Monte Acuto, Albenga, 14-06-1996
A. Mascagni, Molina di Fiemme, Trento, 08-2009
G. Laino, Casalzuigno, Varese, 21-06-2008
G. Pallavicini, Greto Gesso, Cuneo, 05-1998
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M. Broglio, - http:\\floravda.it - Dondena, Champorcher, Valled’Aosta, 08-2006
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F. Selvi, Zeri, Massa, 06-2006
V. Fornara, Val Leventina, Canton Ticino, Svizzera, 21-05-2006
V. Fornara, Val Leventina, Canton Ticino, Svizzera, 21-05-2006
V. Fornara, Val Nova, Gruppo Adamello-Presanella, Trento, 21-06-2006

Distribuzione


■ autoctona ■ alloctona ■ incerta ■ scomparsa ■ assente

Caratteristiche

Relazioni con l'uomo
[ C ] C: specie di interesse alimentare e/o aromatico
[ O ] O: specie di interesse farmaceutico-officinale
[ P ] P: specie velenose - tossiche - stupefacenti - psicotrope - irritanti - fotosensibilizzanti
Biologia riproduttiva

ER (ermafrodita): specie con organi maschili e femminili riuniti nel medesimo fiore.

[ EP - AC+BC ] EP (entomofilia): Il polline è trasportato da insetti, che vengono indotti a visitare il fiore con svariate strategie di richiamo, con o senza ricompensa; AC (anemocoria): Semi dispersi dalle correnti aeree, sia perché incospicui, sia perché presentano pe

Indici di Ellenberg

Salinità: 0

L: 9; T: 7; C: 5; U: 4; R: 5; N: 4;

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