Lamium amplexicaule L.

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Lamiaceae - Lamium amplexicaule L.; Pignatti 1982: n. 3145; Lamium amplexicaule L.
Plant List: accettato
Lamium amplexicaule L.
(a cura di Giuseppe Laino)

Etimologia: l’epiteto del genere è alquanto inquietante; deriva dal greco laimos con il significato di “gola, fauci, bocca aperta” (con evidente riferimento all’aspetto della corolla se osservata di fronte). Uno dei primi studiosi dell'antichità ad usare il nome generico di questa specie è stato Plinio (Como, 23 d.C.-Stabia, 79 d.C.), scrittore e naturalista latino. Fu imposto da Linneo (1753) che si ispirò proprio alle sue caratteristiche corolle che assomigliano ad aggressive bocche spalancate, sicché al nostro botanico evocarono le terrificanti creature mitologiche chiamate Lamie che per Orazio [et al.] erano le streghe che mangiavano i bambini (vedi oltre). L’epiteto specifico deriva dai termini latini amplexus, m. = “abbraccio, amplesso, stretta” e caulis, m. = “gambo, fusto” [Cicerone, Plinio], con il significato complessivo di “abbracciante, circondante il fusto” in riferimento alla disposizione delle foglie, prive di picciolo, che aderiscono al fusto cingendolo.
Sinonimi:
Lamium stepposum Kossko.
Nomi volgari:
Erba ruota, Falsa ortica renifome, Lamio amplessicaule. Toscana: Erba ruota (Val di Chiana).
Forma biologica e di crescita:
terofita scaposa.
Tipo corologico:
paleotemperato: diffuso in Europa, Asia, Africa del nord. Naturalizzato in Nordamerica.
Fenologia:
fiore: IX-XI, frutto: XII.
Limiti altitudinali: dal piano a 1200 m di altitudine.
Abbondanza relativa e distribuzione geografica in Italia: nel nostro Paese la specie è molto comune nelle regioni settentrionali e centrali, più rara in quelle meridionali; assente in Sicilia.
Habitus: erbacea annuale, con radice a fittone e fusti multipli dalla base, ascendenti o eretti, alti 20-25 cm e più, purpurei nella porzione basale, verdastri nella parte superiore, tetragoni, con facce concave, scabri, pubescenti.
Foglie:
opposte, le inferiori portate da un picciolo lungo meno di 2 cm, con superficie ricoperta da pubescenza pelosa. La lamina è tipicamente più o meno pentalobata, lunga 1-2 cm e larga 1-3 cm, a contorno suborbicolare o reniforme, pubescente, abbracciante il fusto con la base allargata, i margini sono rossastri e irregolarmente inciso crenati. Le foglie superiori sono simili, più piccole, ridotte a brattee.
Fiore:
i fiori sono raccolti in verticillastri nella metà superiore del fusto, in cimule da 4-5 fiori ciascuna, sottesi da brattee sessili, a 5-7 lobi, spesso rossastre, pubescenti. La corolla, lunga meno di 2 cm, è bilabiata, da rosa pallido a purpurea; il tubo corollino, lungo 1,2 cm, è pubescente sia all’interno che all’esterno ma privo dell’anello di peli all’interno; labbro superiore è a forma di cappuccio, lungo e largo 4-5 mm, pubescente all’esterno; il labbro inferiore saccato, con due piccole appendici all’apice lunghe 2-3 mm. Androceo con 4 stami, didinami (a coppie di 2, due corti e due lunghi), fusi alla base del labbro inferiore, nascosti dal cappuccio; filamenti bianchi, lunghi 4-5 mm, leggermente pubescenti nella porzione inferiore; antere purpuree, lunghe 1 mm; gineceo con stilo lungo 1,8 cm, bianco, glabro; stimma bilobato; ovario tetraloculare, verde chiaro, lungo 1,7 mm, glabro, con divisioni a forma di fette di torta in vista dall’alto; calice sericeo esternamente, glabro internamente, accrescente, a 5 denti; tubo calicino lungo 2 mm e denti lunghi 2,2 mm, acuti, all’epoca della fioritura.
Frutto:
il frutto è uno schizocarpo con quattro acheni verrucosi, bruni, glabri, lunghi 2 mm. Le quattro parti in cui si divide il frutto principale sono ancora dei frutti (parziali) ma monospermici (un solo seme) e privi di endosperma. I frutti si trovano all'interno del calice persistente.
Polline:
granuli pollinici monadi, di medie dimensioni (26-50 mµ), sferoidali; perimetro in vista equatoriale: circolare; tricolpati; esina: reticolata-perforata, eutectata. L’impollinazione è entomofila.
Numero cromosomico: 2n = 18.
Sottospecie e/o varietà: quando Lamium amplexicaule L., vegeta a contatto con la congenere Lamium purpureum L., può dar luogo all’ibrido interspecifico Lamium hybridum Villars (Falsa ortica ibrida; per alcuni Autori questo ibrido sarebbe incluso nel taxon di questa scheda): si origina soltanto nell’areale europeo. Numero cromosomico 2n = 36. Alta 10-30 cm, è pianta più o meno glabra, con fusti diffuso ascendenti, abbastanza robusti. Foglie ovale triangolari più o meno profondamente e inegualmente inciso dentate, tutte picciolate, non abbraccianti, le superiori ristrette a cuneo alla base. Fiori circa 10 raccolti in pseudo verticilli all’ascella delle foglie superiori. Corolla da rosa a porporina, non più lunga di 1 cm, generalmente un po’ vellutata, soprattutto nel labbro superiore. Acheni lisci.
Habitat ed ecologia: giardini, campi coltivati, vigne, pascoli, margini di strade, scarpate ferroviarie; pianta termofila.
Syntaxon (syntaxa) di riferimento: Polygono-Chenopodietalia.
Life-strategy (sensu Grime & Co.): Stress tolleranti (S).
IUCN: N.A..
Farmacopea:
non si conoscono utilizzi farmacologici di questa pianta.
La leggenda delle Lamie:
la leggenda cui si ispirò Linneo nel dare il nome a questo genere narra che la prima Lamia era una giovane originaria della Libia, figlia di Belo e di Libia. Zeus l’aveva amata, ma ogni volta che lei partoriva un bambino, Era, sdegnata per quell’ennesimo adulterio del marito, lo faceva morire. Lamia si nascose allora in una caverna solitaria diventando per disperazione un mostro dalla maschera da incubo, geloso delle madri più felici di lei, alle quali rapiva e divorava i figli. Era, per perseguitarla maggiormente, le impediva di chiudere gli occhi e di dormire. Zeus, impietosito, le accordò il privilegio di deporre gli occhi e di riprenderli quando voleva. Vi erano dunque dei momenti in cui Lamia dormiva, e allora non si doveva temerla perché non era in grado di vedere, mentre altre volte errava insonne, aspettando al varco i bambini per divorarli. Più tardi si unì alle Empuse, altri mostri mitologici, giacendo con i giovani e succhiando loro il sangue mentre erano immersi nel sonno.
Bibliografia:

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Che fiore è questo? Edizione Club degli Editori, Milano.
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http://www.missouriplants.com/Pinkopp/Lamium_amplexicaule_page.html
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M. La Rosa, Agliati, Palaia, 25-03-1981
M. La Rosa, Poggio al Pino, San Miniato, 07-04-1994
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M. La Rosa, Via Catena, San Miniato, 20-03-2005
M. La Rosa, San Miniato Basso, San Miniato, 01-04-2005
R. Guarino, Genzano, Altavilla Silentina, 30-03-2005
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G. Pallavicini, Cuneo, 05-2000
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A. Crisafulli, Crati
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G. Bonari, senza dati
G. Bonari, senza dati
G. Bonari, senza dati
M. Aleo, Trapanese

Distribuzione


■ autoctona ■ alloctona ■ incerta ■ scomparsa ■ assente

Caratteristiche

Relazioni con l'uomo
[ C ] C: specie di interesse alimentare e/o aromatico
[ P ] P: specie velenose - tossiche - stupefacenti - psicotrope - irritanti - fotosensibilizzanti
Biologia riproduttiva

ER (ermafrodita): specie con organi maschili e femminili riuniti nel medesimo fiore.

[ EP - AC+ZC3 ] EP (entomofilia): Il polline è trasportato da insetti, che vengono indotti a visitare il fiore con svariate strategie di richiamo, con o senza ricompensa; AC (anemocoria): Semi dispersi dalle correnti aeree, sia perché incospicui, sia perché presentano peli, setole, pappi ecc; ZC3 (mirmecocoria): Frutti e/o semi trasportati dalle formiche come nutrimento e accidentalmente abbandonati, oppure scartati dopo essere stati privati di parti accessorie, senza comprometterne la germinabilità.

Indici di Ellenberg

Salinità: 0

L: 7; T: 7; C: 5; U: 4; R: 5; N: 7;

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