Salvia pratensis L.

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Lamiaceae - Salvia pratensis L.; Pignatti 1982: n. 3270; Salvia pratensis L
Plant List: accettato
Salvia pratensis L.
(a cura di Giuseppe Laino)

Etimologia: l’epiteto del genere è il nome salvia, -ae, f. = “salvia” (pianta) [Plinio] che i Romani utilizzavano per indicare le sue specie. Alessandro de Théis (1765-1842) nel suo Glossario di botanica (1810) dà questa interpretazione: «Salvia dal latino (salvare; salvare), cioè pianta che salva colle sue grandi virtù». L’epiteto specifico è l’aggettivo latino pratensis, -e = “di prato, che cresce nei prati” [Orazio et al.], con riferimento all’ambiente di crescita.
Sinonimi:
Salvia bertolonii Vis., Salvia tenorii Spreng., Salvia ceratophylliodes L., Salvia multifida Sibth. & Sm., Salvia minor C. C. Gmel., Salvia haematodes L., Salvia pratensis ssp. vulgaris Rchb.
Nomi volgari:
Salvia comune, Salvia dei prati, Salvia pratense, Salvia selvatica (italiano). Piemonte: Bousam, Buras bastard, Buras servaj, Busom, Salvia bastarda, Salvia dij prà, Salvia sarvaja; Arvo (Chambery); Bunom, Bunomet, Bunsamon, Bunsamè (S. Martino). Lombardia: Erba de Sant Albert (Milano); Erba gobba (Valtellina); Salvia de prat (Brescia). Friuli: Salvie salvadie; Jerbe dai tais, Rosa di San Martin, Salbie di prad (Carnia). Emilia-Romagna: Bagiolana salvadga; Erba muscatela, Salvia, Sevia (Romagna); Mazurana salvadga (Parma). Toscana: Cavolaccio, Cavolo salvatico, Chiarella, Chiarella maggiore, Erba da moroidi, Lattugaccio, Ormino, Salvia de' prati, Salvia pratensa, Salvia salvatica; Bagiolana salvadga (Lunigiana); Erba lupo (Vicchio); Erba mora (Montespertoli).
Forma biologica e di crescita:
emicriptofita scaposa.
Tipo corologico:
eurimediterraneo.
Fenologia:
fiore: V-VII (la fioritura può protrarsi in autunno in seguito a sfalci), frutto: VII-IX, diaspora: VIII-X.
Limiti altitudinali: dal piano fino a 1600 m di altitudine.
Abbondanza relativa e distribuzione geografica in Italia: nel nostro Paese la specie è comune in quasi tutta la penisola; assente nelle isole.
Habitus: erbacea perenne, con odore intenso poco gradevole, alta 30-70 cm, con radice a fittone ingrossato, fusti tetragoni, legnosi, glanduloso viscosi in alto, eretti o ascendenti, pubescenti e ramificati in alto.
Foglie:
le foglie basali, portate da piccioli lunghi 3-4 cm, hanno la lamina lunga 8-13 cm, largamente ovato lanceolata, a volte lobate, cordate alla base, reticolato-rugose, grossolanamente dentato crenata ai margini. Le foglie cauline sono sessili, più piccole, arrotondate o semiamplessicauli alla base.
Fiore:
le infiorescenze, semplici, o ramificate, sono formate da pseudoverticilli spaziati, che portano 4-6 fiori accompagnati da brattee verdastre. Il calice, gamosepalo, lungo 7-10 mm, è irsuto, con peli ghiandolari, bilabiato, verde, tubo calicino più lungo delle 5 lacinie, labbro superiore formato da 3 denti triangolari, acuti, l’inferiore da 2 denti. La corolla zigomorfa, gamopetala, bilabiata, lunga 2-3 cm, è di un bel colore azzurro violetto, raramente rosa o biancastro; il labbro superiore è curvo ad arco, compresso lateralmente, il labbro inferiore, più corto, è trilobato; stilo blu, emergente lungamente dalla corolla, terminato da uno stimma bifido. Stami 2 didinami inseriti sul tubo corollino, sporgenti; ovario semi-infero.
Frutto:
il frutto è uno schizocarpo (tetrachenio) nascosto dal calice persistente.
Semi:
acheni ovoidi, lisci, lunghi 2-3 mm, brunastri
Polline:
granuli pollinici monadi, di medie dimensioni (26-50 mµ), oblati; perimetro in vista equatoriale: ellittico; esacolpati; esina: reticulata-microreticulata, semitectata; footlayer: discontinuo; intina: assente; cellule n. 3. L’impollinazione è entomofila. Gli stami si comportano come piccolissime leve: quando gli insetti si appoggiano, penetrando nel fiore in cerca di nettare, azionano un meccanismo che gli ribalta sul dorso il braccio degli stami che portano le antere, depositandovi il polline. Il meccanismo è osservabile introducendo nel fiore un filo d’erba. Ottima pianta mellifera.
Numero cromosomico: 2n = 18.
Sottospecie e/o varietà: Salvia pratensis L. ssp bertolonii (Vis.) Briq. (basionimo Salvia bertoloni Vis., Fl. Dalmat. 2: 189, 1847), Salvia di Bertoloni, presente con certezza sul nostro paese soltanto nei territori provinciali di Belluno e Treviso (dove sostituisce la ssp pratensis) e sull’Appennino; è alta 30-50 cm, con foglie ovate, meno rugose, e con margini crenato dentati non lobati, fiori leggermente più grandi. Indifferente al substrato.
Salvia pratensis
L. ssp haematodes (L.) Briq. (basionimo Salvia pratensis var. saccardiana Pamp. in Nuovo Giorn. Bot. Ital. Ser. 2, 11: 181, 1904), Salva pratense saccardiana, Salvia saccardiana; presente nel nostro Paese soltanto nei territori provinciali di Vicenza, Belluno, Pordenone, Udine; pianta con altezza maggiore (50-110 cm), foglie oblungo lanceolate a base cordata, infiorescenze più rade ma con verticilli con un numero di fiori massimo di 4, e fiori più lunghi (28-35 mm). Vegeta esclusivamente su substrato calcareo.
Habitat ed ecologia: prati poco umidi, pascoli alpini, margini stradali; di solito in terreni sciolti, ricchi di elementi nutritivi e leggermente calcarei; le sue radici possono spingersi anche fino ad un metro di profondità, cosicché la pianta sopporta bene temporanee siccità; pianta termofila, molto frequente.
A scopo ornamentale sono state selezionate alcune cultivar soprattutto sulla base del colore del fiore: “Rose Rapsody” a fiore rosa, “Swan lake” a fiore bianco, “Eveline” e “Lapislazuli” a fiore rosa chiaro, “Pink Delight” a fiore rosa lavanda, “Rapsody in Blue” a fiore grande viola, “Indigo” (di probabile origine ibrida) a fiore blu lavanda e calice colorato.
Syntaxon (syntaxa) di riferimento:
Festuco-Brometea.
Life-strategy (sensu Grime & Co.): Stress tolleranti (S).
IUCN: N.A.
Farmacopea:
le proprietà farmacologiche possedute dalla Salvia dei prati sono analoghe a quelle della Salvia officinalis L. (Salvia comune, Salvia domestica), benché meno pronunciate. Stimola le funzioni dell’intestino e della cistifellea; sull’apparato respiratorio ha un effetto balsamico (riduce le infiammazioni) ed espettorante (facilita l’espulsione del catarro) ed è utile anche per l’asma. Per uso esterno è antisettica (disinfettante) soprattutto per il cavo orale ed astringente (riduce le secrezioni dei tessuti).
Usi:
le foglie, pur non avendo la marcata aromaticità della più nota Salvia officinalis, possono essere utilizzate per insaporire sughi, minestre, frittate o ripieni per torte salate insieme ad altre erbe.
Bibliografia:

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Che fiore è questo? Edizione Club degli Editori, Milano.
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www.dryades.eu
www.paldat.org
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M. La Rosa, Serenaia, Minucciano, 21-06-1999, subsp. pratensis
V. Tomaselli, Pietrapertosa, Potenza, 15-06-2005, subsp. haematodes (L.) Briq.
M. La Rosa, Serenaia, Minucciano, 21-06-1999, subsp. pratensis
S. Sgorbati, Manerba, 13-06-1998, subsp. pratensis
A. Serafini Sauli, Fonte Anatella, Rocca di Mezzo, 29-06-2002, subsp. haematodes (L.) Briq.
A. Serafini Sauli, Fonte Anatella, Rocca di Mezzo, 29-06-2002, subsp. haematodes (L.) Briq.
A. Serafini Sauli, Fonte Anatella, Rocca di Mezzo, 29-06-2002, subsp. haematodes (L.) Briq.
A. Crisafulli, Ferruzzano
V. Tomaselli, Pietrapertosa, Potenza, 15-06-2005, subsp. haematodes (L.) Briq.
G. Nicolella, Rocca di Mezzo, L'Aquila, 22-06-2008, subsp. haematodes (L.) Briq.
G. Pellegrino, - http:\\floramarittime.it -, Limone, Valle Vermenagna, Alpi Marittime, 14-06-2007, subsp. pratensis
G. Nicolella, Rocca di Mezzo, L'Aquila, 22-06-2008, subsp. haematodes (L.) Briq.
G. Pallavicini, Valle Gesso, Valdieri, 06-1998
A. Mascagni, Veronza, Carano, Trento, 06-1992
E. V. Perrino, Alta Murgia, Bari, 14-06-2001
G. Nicolella, Rocca di Mezzo, L'Aquila, 22-06-2008, subsp. haematodes (L.) Briq.
E. Balocchi, Val Noci, 15-05-2007
G. Nicolella, Rocca di Mezzo, L'Aquila, 22-06-2008,l subsp. haematodes (L.) Briq.
E. Balocchi, Val Noci, 15-05-2007
E. Balocchi, Val Noci, 15-05-2007
E. Balocchi, Val Noci, 15-05-2007

Distribuzione


■ autoctona ■ alloctona ■ incerta ■ scomparsa ■ assente

Caratteristiche

Relazioni con l'uomo
[ C ] C: specie di interesse alimentare e/o aromatico
[ O ] O: specie di interesse farmaceutico-officinale
[ P ] P: specie velenose - tossiche - stupefacenti - psicotrope - irritanti - fotosensibilizzanti
Biologia riproduttiva

ER (ermafrodita): specie con organi maschili e femminili riuniti nel medesimo fiore.

[ EP - AC ] EP (entomofilia): Il polline è trasportato da insetti, che vengono indotti a visitare il fiore con svariate strategie di richiamo, con o senza ricompensa; AC (anemocoria): Semi dispersi dalle correnti aeree, sia perché incospicui, sia perché presentano peli, setole, pappi ecc.

Indici di Ellenberg

Salinità: 0

L: 8; T: 6; C: 6; U: 4; R: 8; N: 4;

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