Paulownia tomentosa (Thunb.) Steud.

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Paulowniaceae - Paulownia tomentosa (Thunb.) Steud.; Pignatti 1982: n. 3561; Paulownia tomentosa (Sprengel) Steudel
Plant List: presente come Paulownia tomentosa Steud.; presente sull'IPNI
Paulownia tomentosa (Thunb.) Steud.
(a cura di Giuseppe Laino)

Etimologia: l’epiteto del genere ricorda Anna Paulowna (1795-1865), figlia di Paolo I di Russia e principessa d’Olanda, a cui questa pianta fu dedicata dal botanico tedesco Kurt Sprengel (1766-1833) che la scoprì in Giappone durante una spedizione. L’epiteto specifico è l’aggettivo latino derivante da tomentum, -i, n. = “borra” (per riempire materassi, cuscini ecc.), “imbottitura” [Varrone, Plinio, Tacito, et al.], con allusione al denso rivestimento peloso della pagina inferiore delle foglie.
Sinonimi:
Paulownia imperialis Siebold e& Zuccarini..
Nomi volgari:
Paulownia, Paulonia (italiano). Emilia-Romagna: Paulonia, Pavlonia (Reggio).
Forma biologica e di crescita:
fanerofita cespitosa.
Tipo corologico:
Cina. Fu introdotta in Europa nella prima metà dell’Ottocento a scopo ornamentale e venne presto diffusa nei parchi e nelle città, da dove spesso tende a effettuare effimere fughe.
Fenologia:
fiore: V-VI, frutto: VIII-IX, diaspora: X.
Limiti altitudinali: dal piano a 600 m di altitudine.
Abbondanza relativa e distribuzione geografica in Italia: nel nostro Paese è specie ornamentale coltivata in parchi, giardini o come alberature stradali cittadine. Coltivata anche a scopo commerciale per il legno.
Habitus: albero di rapido accrescimento nel primo stadio di vita, completa lo sviluppo in circa 25 anni (la sua longevità tocca i 150 anni) e può raggiungere 20 m di altezza, con chioma molto espansa orizzontalmente, irregolarmente ombrelliforme. Il tronco è diritto, ma in relazione al luogo di crescita spesso si presenta obliquo o arcuato. La scorza, abbastanza spessa, è di un chiaro grigio brunastro, longitudinalmente solcata, vistosamente rugosa e screpolata. I rami sono opposti.
Foglie:
le foglie, decidue, semplici, a inserzione opposta, portate da un picciolo lungo 10-15 cm, hanno la lamina di circa (30-)35 x (10-)25 cm, largamente ovate, acuminate all’apice, cordate alla base, con margine intero (e leggermente sinuoso) salvo un dente acuminato per lato, eventualmente presente nella metà basale. La pagina superiore è verde, pubescente, mentre la pagina inferiore, grigiastra, e il picciolo sono ricoperti da una fitta peluria vellutata.
Fiore:
i fiori (i cui boccioli si formano in autunno), ermafroditi, profumati, lunghi circa 6 cm, hanno il calice tomentoso, color ruggine; la corolla lilla violetta, gamopetala, tubuloso campanulata, con fauce obliqua e lembo a 5 corti lobi, di cui l’inferiore più grande. Sono riuniti in grandi pannocchie terminali, lunghe 20-30 cm, erette sopra la chioma. Fiori, peduncoli e assi dell’infiorescenza fortemente peloso ghiandolosi.
Frutto:
il frutto, lungo 4 cm, nella forma ricorda una noce; è una capsula tetraloculare ovoide con apice appuntito, di colore verde giallastro, bruno nerastra a maturità, legnosa, che si apre in due valve, ognuna divisa in due metà da un setto.
Semi:
numerosi (fino a 1200 per capsula), piccoli, nerastri, circondati da una larga ala, facilmente trasportati dal vento. I semi germinano facilmente e per questa ragione la specie può considerarsi naturalizzata.
Polline:
granuli pollinici monadi, di medie dimensioni (26-50 mµ), sferoidali; perimetro in vista equatoriale: circolare; tricolporati; esina: microreticulata, semitectata. L’impollinazione è entomofila.
Numero cromosomico: 2n = 40.
Sottospecie e/o varietà: in coltivazione la cultivar “Lilacina” con fiori di un lilla molto chiaro.
Habitat ed ecologia: boscaglie o incolti, muri, cave di calcare ecc. Si tratta di una pianta opportunista, capace di insediarsi dove non incontra competizione, si adatta praticamente a tutti i tipi di substrato, purché i suoli siano profondi e non asfittici, con preferenza per gli ambienti calcarei. È molto eliofila e in quota, almeno in sede alpina, non supera i 600 m poiché non tollera i geli prolungati e tardivi che provocano la caduta dei boccioli. Non tollera molto gli ambienti ventosi per la fragilità dei rami e delle branche. Sopporta drastiche potature ed emette nuovi vigorosi polloni.
Syntaxon (syntaxa) di riferimento:
Life-strategy (sensu Grime & Co.):
Stress tolleranti (S) + Opportuniste (O).
IUCN:
N.A.
Farmacopea:
pianta di cui non si conoscono impieghi farmaceutici.
Avversità:
le avversità cui è soggetta la Paulonia sono i parassiti animali quali: larve di rodilegno rosso (Cossus cossus) che scavano gallerie nel legno; cocciniglie appartenenti alla famiglia dei diaspini (Diaspis sp) che infestano gli organi legnosi. Sono anche da annoverare gli agenti di malattia (funghi, batteri ed entità infettive): marciumi radicali da Armillaria mellea e Rosellinia necatrix; carie del legno da agenti fungini diversi; macchie necrotiche fogliari dovute ai funghi Phyllosticta paulowniae, Ascochyta paulowniae, Alternaria sp, ecc.
Usi:
La Paulonia tomentosa (Thunb.) Steud., oltre ad essere coltivata come specie ornamentale per la sua maestosità e per l’appariscente fioritura, insieme alla Paulownia elongata S. Y. Hu, rappresentano le specie del genere Paulownia di maggior rilevanza commerciale. Il legname proviene solitamente da coltivazioni nelle provincie centrali cinesi, lungo il fiume Giallo. Non mancano tuttavia coltivazioni in USA, Israele, Australia e anche in Italia.
Il legno ha un peso specifico di 300-400 kg/m
3, con alburno e durame scarsamente differenziati di colore bianco-giallastro; tessitura grossolana a poro aperto; stabilità molto elevata; durezza molto bassa; durabilità molto elevata; lavorabilità molto buona, anche se difetta di tenuta per viti e chiodi; assorbe molto collante. Ottimo comportamento in verniciatura. Utilizzo in Italia: mobili, infissi, scatole in legno. Utilizzo nel mondo: mobili per kimono (Giappone), legno strutturale (Giappone), battiscopa (USA).
L’odore è poco intenso ma caratteristico a fresco, gradevole (da pane) quando segato stagionato. Assai resistente all'attacco di parassiti animali (non si tarla), resistente anche alla propagazione di funghi del legno (trovano difficoltà a diffondersi nella particolare porosità di questo legno). Si ossida facilmente, ma solo in superficie. Contiene polifenoli.

Miti e leggende:
la fama della Paulonia in Cina era collegata alle facoltà magiche che si riteneva possedesse nel preservare la bellezza.
Bibliografia:

BANFI E., CONSOLINO F.,
Alberi (Conoscere e risconoscere tutte le specie più diffuse di alberi spontanei e ornamentali), Istituto Geografico De Agostini SpA, Novara, 2001.
FERRARI M., MEDICI D.,
Alberi e arbusti in Italia (Manuale di riconoscimento), Edagricole, Bologna 2001.
HALBRITTER H., Paulownia tomentosa. In: BUCHNER R. & WEBER M. (2000 onwards). PalDat - a palynological database: Descriptions, illustrations, identification, and information retrieval.
LANZARA P., PIZZETTI M., Alberi, Arnoldo Mondadori Editore, Milano 1977.
LAUBER K., WAGNER G., Flora Helvetica (Flore illustrée de Suisse), 2ème édition, Editions Paul Haupt, 2001.
TICLI B., Enciclopedia degli alberi d’Italia e d’Europa, De Vecchi Editore, Milano 2007.
www.dryades.eu
http://it.wikipedia.org/wiki/Paulownia_tomentosa
www.paldat.org
I. Merlo, Genova, 24-08-2006
E. Zanotti, Brescia, 14-06-1985
D. Donadoni, Lombardia, 1991
D. Longo, Genova 05-2008
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G. Sardi, Butto, Montevecchia, 15-10-2006
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G. Sardi, Ronco, Perego, 22-11-2008
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S. Mayer, Busto Arsizio, Varese, 04-1988
G. Pellegrino, - http:\\floramarittime.it -, Demonte, Valle Stura, Alpi Marittime, 30-05-1988, culta
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G. Laino, Museo Scienza e Tecnologia, 13-04-2012
G. Laino, Museo Scienza e Tecnologia, 21-02-2012
G. Laino, Museo Scienza e Tecnologia, 21-02-2012
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G. Laino, Museo Scienza e Tecnologia, 29-02-2012
G. Laino, Museo Scienza e Tecnologia, 30-03-2012
G. Laino, Museo Scienza e Tecnologia, 30-04-2012
G. Laino, Museo Scienza e Tecnologia, 30-04-2012

Distribuzione


■ autoctona ■ alloctona ■ incerta ■ scomparsa ■ assente

Caratteristiche

Relazioni con l'uomo
[ C ] C: specie di interesse alimentare e/o aromatico
[ O ] O: specie di interesse farmaceutico-officinale
[ P ] P: specie velenose - tossiche - stupefacenti - psicotrope - irritanti - fotosensibilizzanti
Biologia riproduttiva

ER (ermafrodita): specie con organi maschili e femminili riuniti nel medesimo fiore.

[ EP - AC ] EP (entomofilia): Il polline è trasportato da insetti, che vengono indotti a visitare il fiore con svariate strategie di richiamo, con o senza ricompensa; AC (anemocoria): Semi dispersi dalle correnti aeree, sia perché incospicui, sia perché presentano peli, setole, pappi ecc.

Indici di Ellenberg

Salinità: 0

L: 6; T: 7; C: 5; U: 5; R: 5; N: 2;

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