Globularia bisnagarica L.

← Torna alla tua ricerca

Plantaginaceae - Globularia bisnagarica L.; Pignatti 1982: n. 3566; Globularia punctata Lapeyr.
Plant List: accettato
Famiglia, nome latino per esteso Globularia bisnagarica L.
(a cura di Giuseppe Laino)


Etimologia: globularia (dal latino globus) = globo, sfera (allusione alla forma globosa del capolino); punctata (da punctum) = macchiolina (allusione alla punteggiatura di rosso brunastro di parte dello scapo superiore e della pagina inferiore delle foglie basali).
Sinonimi:
Globularia elongata Hegetschweiler, Globularia vulgaris L. ssp. wilkommii Nyman, Globularia punctata Lapeyr., Globularia tenella Lange.
Nomi volgari:
Vedovelle dei prati, Vedovelle celesti, Globularia punteggiata, Morine (italiano). Testa neigra (Liguria, Mignanego), Testette (Liguria, Genova), Fior di San Luigi (Veneto, Verona), Sgoibe, Toson (Friuli), Bottonaria, Globularia, Roselline di monache (Toscana).
Forma biologica e di crescita:
emicriptofita scaposa.
Tipo corologico:
Europa meridionale, Siberia meridionale.
Fenologia:
fiore: (III-) IV-VI, frutto: VI-VII.
Limiti altitudinali: dal piano a 1600 m di altitudine.
Abbondanza relativa e distribuzione geografica in Italia:
nel nostro Paese è diffusa, ma rara, nelle Prealpi e lungo l’Appennino centrale, più rara al Sud. Assente nelle isole.
Habitus: erbacea perenne sublegnosa con una radice fittonante da cui si originano in primavera i fusti fiorali semplici, corti durante la fioritura ma che successivamente si allungano fino a 40 cm, a volte soffusi di minute punteggiature rosso brunastre.
Foglie:
le basali, riunite in rosetta e distese orizzontalmente sul terreno, sono coriacee e hanno il lembo ovato spatolato con l’apice arrotondato o leggermente dentato, con 3-5 nervature parallele evidenti, si restringono gradatamente in un lungo picciolo; la superficie è completamente glabra; se l’inverno non è particolarmente rigido permangono sino alla primavera successiva; la pagina inferiore, a volte con l’invecchiamento si tinge di una fitta punteggiatura bruno rossastra; le foglie cauline sono sessili con base slargata e parzialmente amplessicaule, con lamina ovale lanceolata e apice acuto.
Fiore:
i fiori sono riuniti in un capolino globoso del diametro da 1 a 2,5 cm portato all’apice del fusto, circondato da numerose brattee embricate, lanceolato acuminate e con la metà superiore pelosa; ciascun fiore ha il calice tubulare diviso alla fauce in cinque denti diseguali, peloso lungo le nervature; la corolla, azzurra, è anch’essa tubulare e divisa in due labbra: il superiore breve e bifido, l’inferiore diviso in tre lobi allungati. Androceo di 4 stami, inseriti alla fauce della corolla, didinami, gli inferiori subuguali al labbro inferiore, i superiori un po’ più corti, antere biloculari, deiscenti per una fessura comune; gineceo con ovario libero, oblungo, uniloculare, stilo filiforme più breve degli stami e stimma bilobo.
Frutto:
achenio oblungo, indeiscente, compresso lateralmente e racchiuso nel calice persistente.
Semi:
numerosi, piccoli, quasi lineari.
Polline:
granuli pollinici monadi, oblati; perimetro in visione equatoriale: triangolari; tricolpati; esina: microechinata perforata, eutectata; dimensioni medie 26-50 µm. Impollinazione entomofila.
Numero cromosomico: 2n = 16.
Sottospecie e/o varietà: nessuna.
Habitat ed ecologia: cresce nei terreni sassosi o anche rocciosi, calcarei, poveri e aridi, nei prati e nei pascoli aridi, soleggiati (è pianta xerotermofila) dove risalta il contrasto fra la delicata fragilità della pianta e il suo habitat, aspro e pietroso.
Syntaxon (syntaxa) di riferimento: Festuco-Brometalia
Life-strategy (sensu Grime & Co.): Stress tolleranti (S) + Ruderali (R).
IUCN: N.A.
Farmacopea:
i principi attivi sono presenti nelle foglie e nell’infiorescenza. Le sommità fiorite contengono un glucoside caratteristico (globularia), una resina (globularetina), tracce di un olio essenziale, sostanze mucillaginose, acido cinnamico e tannico; le foglie anche acido globularico, una sostanza amara (picroglobularina) e globularia citrina. La globularia possiede, in debole dose, proprietà stimolanti analoghe a quella della teina, in dosi forti può dare avvelenamento. La globularetina ha invece azione purgativa e diuretica e quest’ultima azione si ottiene, ancora più efficacemente, coll’uso diretto delle foglie, anziché usando il principio attivo. Si usa il decotto delle sommità fiorite e la loro azione, analoga a quella della senna, presenta tuttavia, rispetto ad essa, il vantaggio di non provocare nausee, né irritazione intestinale. Tuttavia i principi attivi di questa specie sono meno blandi di alcune altre congeneri.
Bibliografia:

BIONDI E. et al., Manuale italiano di interpretazione degli habitat della Direttiva 92/43/CEE.
BONI U., PATRI G.,
Scoprire, riconoscere, usare le erbe, Edizione Mondolibri SpA, Milano, 2000.
HALBRITTER H., Globularia punctata. In: BUCHNER R. & WEBER M. (2000 onwards). PalDat - a palynological database: Descriptions, illustrations, identification, and information retrieval.
L
AUBER K., WAGNER G., Flora Helvetica (Flore illustrée de Suisse), 2ème édition, Editions Paul Haupt, 2001.
NEGRI G., Nuovo erbario figurato (Descrizione e proprietà delle piante medicinali e velenose della flora italiana), V edizione, Ulrico Hoepli, Milano1991.
http://vnr.unipg.it/habitat/index.jsp
www.paldat.org
S. Picollo, Terenzo, Parma, 25-04-2008
M. La Rosa, Santa Maria del Giudice, Lucca, 06-05-1982
M. La Rosa, Turbone, Empoli, 15-04-1982
M. La Rosa, Turbone, Empoli, 15-04-1982
M. La Rosa, Santa Maria del Giudice, Lucca, 25-04-1997
R. Guarino, Fornare, Torri del Benaco, 23-06-2001
M. La Rosa, Santa Maria del Giudice, Lucca, 04-05-2005
G. Pellegrino, - http:\\floramarittime.it -, Valdieri, Valle Gesso, Alpi Marittime, 13-04-1977
I. Merlo, Teriasca, Sori, 29-04-2004
I. Merlo, Teriasca, Sori, 29-04-2004
G. Pallavicini, Valle Gesso, Valdieri, 04-1998
G. Pallavicini, Val Pesio, Chiusa Pesio, 04-1998
G. Pallavicini, Val Pesio, Chiusa Pesio, 04-1998
G. Pallavicini, Valle del Tanaro, Caprauna, 05-1999
I. Merlo, Case Cornua, Lumarzo, 22-04-2006
I. Merlo, Case Cornua, Lumarzo, 22-04-2006
M. La Rosa, Libbiano, San Gimignano, 13-06-2007
M. La Rosa, Libbiano, San Gimignano, 13-06-2007
L. Scuderi, Fortezza Belvedere, Trento, 25-04-2008
L. Scuderi, Terlago, Trento_, 25-04-2008
L. Scuderi, Terlago, Trento_, 25-04-2008
L. Scuderi, Terlago, Trento_, 25-04-2008
L. Scuderi, Terlago, Trento_, 25-04-2008
A. Mascagni, Veronza, Carano, Tronto, 05-2008

Distribuzione


■ autoctona ■ alloctona ■ incerta ■ scomparsa ■ assente

Caratteristiche

Relazioni con l'uomo
[ C ] C: specie di interesse alimentare e/o aromatico
[ O ] O: specie di interesse farmaceutico-officinale
Biologia riproduttiva

ER (ermafrodita): specie con organi maschili e femminili riuniti nel medesimo fiore.

[ EP - AC ] EP (entomofilia): Il polline è trasportato da insetti, che vengono indotti a visitare il fiore con svariate strategie di richiamo, con o senza ricompensa; AC (anemocoria): Semi dispersi dalle correnti aeree, sia perché incospicui, sia perché presentano peli, setole, pappi ecc.

Indici di Ellenberg

Salinità: 0

L: 8; T: 6; C: 5; U: 3; R: 7; N: 1;

← Torna alla tua ricerca