Cirsium arvense (L.) Scop.

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Asteraceae - Cirsium arvense (L.) Scop.; Pignatti 1982: n. 4156; Cirsium arvense (L.) Scop.
Plant List: accettato
Cirsium arvense (L.) Scop.
(a cura di Giuseppe Laino)

Etimologia: l’epiteto del genere è il nome di origine greca kirsos = “varice”; da questa radice è in seguito derivata la denominazione kirsion, termine che sembra sia servito anticamente ad identificare una pianta usata per curare questo tipo di malattia e, in ultimo, da questa parola il botanico francese Tournefort (1656-1708) ha ricavato il nome Cirsium per l’attuale genere. L’epiteto specifico deriva dal latino arvum, -i, n. = “terreno arativo, campo” [Cicerone] (con chiara allusione all’ambiente di crescita).
Sinonimi: Cirsium setosum (Willd.) M. Bieb., Cirsium incanum (S. G. Gmel.) Fisch., Cnicus arvensis (L.) Roth, Cirsium horridum (Wimm. & Grab.) Stankov, non (M. Bieb.) Fisch., Cirsium argenteum Peyer ex Vest.
Nomi volgari: Cardo campestre, Cirsio campestre, Scardaccione, Scorpione, Stoppione (italiano). Liguria: Causier; Gardo (Ruta); Pettusse (Rapallo); Stugini (Bardineto); Stugiui (Ponti di Nava); Stupion (Sarzana). Piemonte: Card d' le vigne, Card d'ij gran, Cardon, Cardoun, Cardousse, Spunsun; Stubbiun (Carpeneto). Lombardia: Brucia l'asino (Como); Garzecc de cioss, Garzù, Strobiù (Brescia). Veneto: Aston (Treviso); Basamani (Parenzo); Strepoloni (Verona). Friuli: Giardon, Sgiardon. Emilia-Romagna: Stoppiun (Reggio); Stuppiun (Bologna). Toscana: Cardo emorroidale, Scardaccione, Scardiccione, Stoppione, Strami, Stroppione. Marche: Stombelli. Abruzzi: Lattaruoli (Larino). Puglia: Lattarola, Rattarola (Lecce); Schiuppone, Scuppone (Barletta). Basilicata: Schioppone (Matera).
Forma biologica e di crescita: geofita radicigemmata.
Tipo corologico: euroasiatica temperata, divenuta sub cosmopolita.
Fenologia: fiore: VI-IX, frutto: VII-X, diaspora: VIII-XI
Limiti altitudinali: dal piano a 1700 m di altitudine.
Abbondanza relativa e distribuzione geografica in Italia: nel nostro Paese è specie assai comune su tutto il territorio continentale e insulare.
Habitus: erbacea perenne, alta 30-150 cm; la radice è un robusto rizoma biancastro profondamente strisciante; fusti eretti, angolosi, solcati longitudinalmente, pubescenti, rossastri, ramificato corimbosi nella porzione superiore, policefali, né alati né spinosi.
Foglie: le foglie inferiori, lunghe 8-15 cm, sono pennatopartite, divise in lacinie da triangolari a ovali, acutamente spinose all’apice e margini cigliato spinulosi. La lamina fogliare è verde glauca sulla pagina superiore, tomentosa su quella inferiore, talvolta decorrente sul fusto nelle foglie inferiori, sessile in quelle cauline.
Fiore: i capolini, solitari o in pannocchia corimbosa, larghi circa 2 cm, sono globosi prima dell’antesi, con un involucro che diventa poi piriforme con squame involucrali strettamente embricate, mucronato spinose all’apice. I fiori sono tutti tubulosi, unisessuali, formati da numerosi flosculi, violetti o rosa intenso, lunghi 1,5 cm.
Frutto: achenio liscio, lungo pochi mm, sormontato da un lungo pappo di peli piumosi per la dispersione tramite il vento. La pianta, per la sua disseminazione, non dipende soltanto dal seme, ma si propaga anche per mezzo di fusti sotterranei che generano nuove piante a una certa distanza dalla pianta madre. Ciò è causa di problemi per gli agricoltori e i giardinieri, che trovano difficoltà a sradicarla perché è difficile da estirpare e resistente ai diserbanti selettivi.
Polline: granuli pollinici monadi, di dimensioni medie (26-50 mµ), sferoidali; perimetro in vista equatoriale: circolare; tricolporati; esina: microechinato-reticulata, eutectata. L’impollinazione è entomofila. I fiori emanano un odore di muschio e risultano pertanto fortemente attrattivi per gli adulti di varie specie di farfalle, tra cui Nymphalidae (come le specie di Vanessa), Papilionidae (Iphiclides sp) e diverse specie della famiglia Pieridae. Si è notata una predilezione per le infiorescenze di Cirsium arvense da parte degli adulti di Pieris napi, oltre che Pieris brassicae e Pieris mannii. Questa capacità attrattiva (che però non è da ritenersi specie-specifica può essere spiegata sia con la produzione, da parte della pianta, di oli ed essenze particolarmente appetibili per la farfalla, sia con la peculiare gamma cromatica, che orienta l'insetto durante la ricerca del nettare.
La maggior parte delle piante di
Cirsium arvense produce soltanto fiori maschili o femminili. Quindi, affinché possa esserci impollinazione, le piante maschili e femminili debbono crescere abbastanza vicine, per fare in modo che le farfalle riescano a trasferire il polline dall’una all’altra, senza perderne troppo durante il volo.
Numero cromosomico: 2n = 34.
Sottospecie e/o varietà: nessuna.
Habitat ed ecologia: considerata pianta infestante, vegeta in campi (infestante in quelli sarchiati), giardini, vigneti, strade e discariche; in terreni limosi, profondi.
Syntaxon (syntaxa) di riferimento: Stellarietea mediae. Entra a far parte di biocenosi di tipo mesofilo, (ad esempio i prati alpini), in cui assume una notevole rilevanza ecologica.
Life-strategy (sensu Grime & Co.): Ruderali (R). IUCN: N.A.
Farmacopea: non sono noti impieghi farmaceutici per questa specie di pianta.
Avversità: il Cardo campestre talvolta è attaccato da ditteri che depongono le uova sul fusto, vicino alla sommità: la pianta, allora, produce attorno alle uova una “galla” ovale in cui ci sono diverse camere, ciascuna contenente un singolo uovo.
Curiosità: gli esili aculei delle foglie di Cirsium arvense provocano infiammazioni cutanee, mentre le setole del pappo sono irritanti per gli occhi.
I semi del Cardo campestre sono una importante fonte di cibo per cardellini, fanelli ed altre specie di fringillidi. Le foglie fungono da nutrimento per le larve di oltre 20 specie di farfalle, tra cui
Vanessa cardui e Ectropis crepuscularia, e per numerose specie di afidi.
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G. Laino, Oropa, Biella, 05-07-2008
G. Laino, Oropa, Biella, 05-07-2008
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Distribuzione


■ autoctona ■ alloctona ■ incerta ■ scomparsa ■ assente

Caratteristiche

Relazioni con l'uomo
[ C ] C: specie di interesse alimentare e/o aromatico
[ O ] O: specie di interesse farmaceutico-officinale
[ P ] P: specie velenose - tossiche - stupefacenti - psicotrope - irritanti - fotosensibilizzanti
Biologia riproduttiva

ER (ermafrodita): specie con organi maschili e femminili riuniti nel medesimo fiore.

[ EP - AC+ZC ] EP (entomofilia): Il polline è trasportato da insetti, che vengono indotti a visitare il fiore con svariate strategie di richiamo, con o senza ricompensa; AC (anemocoria): Semi dispersi dalle correnti aeree, sia perché incospicui, sia perché presentano peli, setole, pappi ecc; ZC (zoocoria): Frutti e/o semi raccolti attivamente o passivamente dagli animali e poi dispersi.

Indici di Ellenberg

Salinità: 0

L: 8; T: n.d.; C: n.d.; U: 4; R: n.d.; N: 7;

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