Lapsana communis L.

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Asteraceae - Lapsana communis L.; Pignatti 1982: n. 4296; Lapsana communis L.
Plant List: accettato
Lapsana communis L.
(a cura di Giuseppe Laino)

Etimologia: l’epiteto del genere deriva dal latino lapsana, -ae, f., e lapsanium, -ii, n. = “specie di senape” [Plinio et al.], probabilmente l’odierna Sinapsis arvensis L. (Senape selvatica) cui si riferiva Dioscoride con questo nome che è stato ereditato dal greco lapazein con il significato di “rammollire, purgare” in relazione alle sue proprietà emollienti e depurative. L’epiteto specifico è l’aggettivo latino communis = “comune, che appartiene a parecchi, ordinario, volgare” ad indicare la larga diffusione della specie.
Sinonimi:
Lampsana communis Juss.
Nomi volgari:
Grespignolo, Lapsana, Lassana (italiano). Liguria: Lacciuatti (Ponti di Nava). Piemonte: Erba del Scott, Gallina grassa, Scott, Spinass de Scott. Veneto: Cui de vecchia (Treviso). Friuli: Convièli. Emilia-Romagna: Col salvadgh (Bologna); Lassan (Romagna). Toscana: Cavolo salvatico, Erba delle mammelle, Erba lalda, Lassana; Grespignolo amaro (Val di Chiana).
Forma biologica e di crescita:
terofita (a volte anche emicriptofita) scaposa.
Tipo corologico:
paleotemperato. Diffusa in gran parte dell’Europa, dell’Asia e dell’Africa settentrionale. Specie delle foreste a clima temperato dell’Europa occidentale; la distribuzione generale include le aree dell’Europa, dell’Iran settentrionale, dell’Africa settentrionale, dell’Himalaya occidentale e le aree europee del Caucaso; occasionalmente presente nella Siberia sudoccidentale e in Asia centrale. Introdotta nell’Estremo Oriente nella seconda metà del XX secolo. Presente anche in Nordamerica come specie alloctona.
Fenologia:
fiore: V-X, frutto: VI-XI diaspora: VII-XII.
Limiti altitudinali: dal piano a 1400 m di altitudine.
Abbondanza relativa e distribuzione geografica in Italia: nel nostro Paese la specie è presente in tutto il territorio continentale e insulare, dalla pianura fino alla fascia montana.
Habitus: erbacea annuale, alta 30-120 cm, con radice fittonante e fusti cavi, eretti, esili, cilindrici, leggermente pubescenti nella porzione inferiore per peli semplici inframmezzati da peli ghiandolari, ramificato corimbosi nella parte superiore; tutta la pianta contiene un succo lattiginoso.
Foglie:
le foglie inferiori, a disposizione alterna, sottili, molli, pubescenti, picciolate, lunghe 5-7 cm e larghe 4-6 cm, hanno la lamina ovato lirata, sinuoso dentata al margine con un grande lobo terminale e spesso con 2-4 segmenti laterali minori a base cuneata e apice acuminato. Le foglie inferiori e mediane hanno un lungo picciolo leggermente alato e peloso. Le foglie superiori sono sparse, più piccole, quasi sessili, ovato lanceolate ed acuminate, intere o poco incise o sinuato dentate.
Fiore:
i capolini sono raccolti in una grande infiorescenza panicolata con ramificazioni glabre, piccoli e molto numerosi, del diametro di 15 mm, sono formati da 8-20 ligule gialle terminate da 5 piccoli denti. Ogni capolino è circondato da un involucro conico largo 2-4 mm e lungo 5-7 mm, glabro, formato da due serie di squame: 8-10 squame interne lineari e 3-5 squame esterne ovali, più brevi. Stami 5 uniti alle antere lunghe e marroni, con base sagittata. Ricettacolo piatto. Ovario infero bicarpellare monoloculare. I fiori si aprono fra le 6 e le 7 del mattino e si chiudono fra le 15 e le 16. Restano chiusi quando c’è maltempo.
Frutto:
il frutto è un achenio brunastro, lungo 3-4 mm, largo 1 mm, spesso 0,5 mm, glabro, piatto, leggermente curvo, ristretto verso le estremità e con 20 costolature longitudinali. Pappo e rostello (becco) assenti.
Polline:
granuli pollinici monadi, finestrati, di medie dimensioni (26-50 mµ), sferoidali; perimetro in vista equatoriale: circolare; tricolporati; esina: echinata-perforata. L’impollinazione è entomofila: se ne incaricano api e farfalle; ma, quando l’impollinazione entomogama non ha successo, può talvolta avere luogo l’autoimpollinazione.
Numero cromosomico: 2n = 14 (16).
Sottospecie e/o varietà: nessuna.
Habitat ed ecologia: infestante delle colture sarchiate, giardini, discariche, boscaglie (soprattutto di latifoglie), margini dei boschi, radure e boschi radi; vegeta in terreni piuttosto umidi, ricchi di elementi nutritivi e di azoto; pianta frequente.
Syntaxon (syntaxa) di riferimento: Galio-Urticetea
Life-strategy (sensu Grime & Co.): Stress tolleranti(S) + Ruderali (R).
IUCN: N.A.
Farmacopea:
la medicina popolare ha utilizzato la pianta per curare ed alleviare l’infiammazione dei capezzoli delle donne dagli ingorghi di latte dopo lo svezzamento . Per questi disturbi si ricorreva al succo fresco della pianta mescolato al grasso oppure si applicavano foglie fresche schiacciate e tritate sulla parte interessata (vedi oltre). Le foglie giovani e gli steli contengono 84 mg/g (peso della materia a secco) o 16 mg/g (peso a crudo) di carotene, molto più di quanto ne contenga la Carota (Daucus carota L.). Nel latice sono stati identificati cinque glicosidi.
Usi:
ancora oggi, le foglie primaverili vengono consumate nelle “misticanze” di verdure per le sue proprietà emollienti, depurative, antidiabetiche. Il suo sapore amaro ricorda un poco quello del Tarassaco (Taraxacum officinale Weber). Ancora, in cucina le foglie inferiori dopo essere state lessate e condite, generalmente insieme ad altre verdure, sono utilizzate anche come ripieno di torte salate. Ottima pianta foraggera.
Curiosità:
la cosiddetta “dottrina dei segni”, che pretendeva di stabilire una relazione tra capacità curative e forma della pianta, è bene esemplificata dalla Lassana, i cui capolini chiusi assomigliano a capezzoli. Tale rassomiglianza, infatti, ha determinato l’antica convinzione che questa pianta potesse curare i capezzoli infiammati o feriti, tanto è vero che, ancora nel secolo XVI, i farmacisti prussiani la chiamavano papillaris, dal latino papilla = “capezzolo”, e prescrivevano applicazioni della pianta per tali disturbi.
Bibliografia:

AICHELE D., GOLTE-BECHTLE M.,
Che fiore è questo? Edizione Club degli Editori, Milano.
BIONDI E. et al., Manuale italiano di interpretazione degli habitat della Direttiva 92/43/CEE.
DELLA BEFFA M.T.,
Fiori di campo (Conoscere, riconoscere e osservare tutte le specie di fiori selvatici più noti), Istituto Geografico De Agostini SpA, Novara, 1999.
FERRARI C,
Guida pratica ai fiori spontanei in Italia, Edizione italiana, VI ristampa febbraio 2001, Camuzzi Editoriale SpA Milano, licenziataria di The Reader’s Digest Association, Inc.
HALBRITTER H., Lapsana communis. In: BUCHNER R. & WEBER M. (2000 onwards). PalDat - a palynological database: Descriptions, illustrations, identification, and information retrieval.
LAUBER K., WAGNER G.,
Flora Helvetica (Flore illustrée de Suisse), 2ème édition, Editions Paul Haupt, 2001.
www.dryades.eu
http://www.agroatlas.ru/en/content/weeds/Lapsana_communis/
http://vnr.unipg.it/habitat/index.jsp
www.paldat.org
M. La Rosa, Agliati, Palaia, 17-06-1981
M. La Rosa, Agliati, Palaia, 17-06-1981
M. La Rosa, Vallino delle Docce, Fucecchio, 10-06-2003
M. La Rosa, Vallino delle Docce, Fucecchio, 10-06-2003
M. La Rosa, Vallino delle Docce, Fucecchio, 10-06-2003
R. Guarino, Manerba, 19-06-1998
M. La Rosa, Vallino delle Docce, Fucecchio, 10-06-2003
A. Serafini Sauli, Pineto, Roma, 02-06-2002
A. Serafini Sauli, Pineto, Roma, 02-06-2002
G. Pallavicini, Valle Gesso, Valdieri, 06-1997
G. Pallavicini, Valle Gesso, Valdieri, 06-1997
G. Calvia, Valle del Rio Carasu, Berchidda, 400 m slm, 23-05-2008
G. Calvia, Valle del Rio Carasu, Berchidda, 400 m slm, 23-05-2008
G. Calvia, Valle del Rio Carasu, Berchidda, 400 m slm, 23-05-2008
G. Calvia, Valle del Rio Carasu, Berchidda, 400 m slm, 23-05-2008
G. Calvia, Valle del Rio Carasu, Berchidda, 400 m slm, 23-05-2008
G. Laino, Giardini Montanelli, Milano, 09-05-2008
G. Laino, Giardini Montanelli, Milano, 09-05-2008
G. Laino, Giardini Montanelli, Milano, 09-05-2008
G. Laino, Giardini Montanelli, Milano, 09-05-2008
G. Laino, Giardini Montanelli, Milano, 09-05-2008
G. Laino, Levo, Mottarone, 22-06-2014
G. Laino, Levo, Mottarone, 22-06-2014
G. Laino, Levo, Mottarone, 22-06-2014

Distribuzione


■ autoctona ■ alloctona ■ incerta ■ scomparsa ■ assente

Caratteristiche

Relazioni con l'uomo
[ C ] C: specie di interesse alimentare e/o aromatico
[ O ] O: specie di interesse farmaceutico-officinale
Biologia riproduttiva

ER (ermafrodita): specie con organi maschili e femminili riuniti nel medesimo fiore.

[ EP - AC+BC ] EP (entomofilia): Il polline è trasportato da insetti, che vengono indotti a visitare il fiore con svariate strategie di richiamo, con o senza ricompensa; AC (anemocoria): Semi dispersi dalle correnti aeree, sia perché incospicui, sia perché presentano pe

Indici di Ellenberg

Salinità: 0

L: 5; T: n.d.; C: 5; U: 5; R: n.d.; N: 7;

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