Leucanthemum vulgare Lam. subsp. vulgare

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Asteraceae - Leucanthemum vulgare Lam. subsp. vulgare; Pignatti 1982: n. 3995; Leucanthemum praecox Horvatic var. praecox
Plant List: accettato
Leucanthemum vulgare (Vaill.) Lam.
(a cura di Giuseppe Laino)

Etimologia: l’epiteto del genere deriva dal greco leucós = “bianco” e anthémon = “fiorente”, dal significato complessivo di “fiorente bianco” con allusione al colore dominante dei fiori del raggio. L’epiteto specifico è aggettivo latino che sta per “comune, generale, ordinario” ecc. a significare la larga diffusione della pianta.
Sinonimi:
Chrysanthemum ircutianum Böcher et Larsen, Chrysanthemum leucanthemum L., Chrysanthemum leucanthemum L. ssp triviale Gaudin, Leucanthemum vulgare Lam. ssp montanum (All.) Briq. & Cavill., Chrysanthemum leucanthemum L. ssp leucanthemum, Chrysanthemum leucanthemum L. ssp lanceolatum (Pers.) E. Mayer, Chrysanthemum lacustre Brot., Leucanthemum vulgare Lam. ssp alpicola (Gremli) A. Löve & D. Löve, Leucanthemum raciborskii Popov & Krasch., Leucanthemum vulgare Lam. ssp incisum (Bertol.) Arcang., Chrysanthemum leucanthemum L. ssp montanum (All.) Gaudin, Leucanthemum coronopifolium sensu Willk., non (Vill.) Gren. & Godr., Leucanthemum subalpinum (Simonk.) Tzvelev.
Nomi volgari:
Leucantemo volgare, Margherita comune, Margherita, Margheritone (italiano). Liguria: Margaitun (Savona); Margarita (Genova); Margherita sarvaega (Quinto); Sciui de Corpus Dominè (Rocco). Piemonte: Bruta feje (Asti); Erba d' bò, Margarita dij prà, Margaritin gros, Oev d’ bò (Agliano); Margaritass (Val S. Martino). Lombardia: Camelott; Fiacch, Oecc de bò (Como); Margaritun (Brescia). Veneto: Margariton (Verona); Me vo tu ben me vo tu mal (Treviso); Paradisi (Belluno). Friuli: Margaritis, Mi us tu ben mi us tu mal; Bine cene, Buine cene male cene, Papacene, Paradis (Carnia). Emilia-Romagna: Margarette (Modena); Margaridon, Oecc ed bò (Romagna); Margaritein grand (Piacenza); Margaritun, Occ ed bò (Reggio). Toscana: Bellide maggiore, Cota buona, Margherita, Occhio di bue. Abruzzi: Ucchie de vove. Puglia: Camomillone (Lecce). Basilicata: Camomillone. Sicilia: Puddaci (Mirto).
Forma biologica e di crescita:
emicriptofita scaposa.
Tipo corologico:
eurosiberiano. In Europa diffusa nei Pirenei, sul Massiccio Centrale, sul Massiccio del Jura, sui Vosgi e nella Foresta Nera, su tutto l’arco alpino, sulle Alpi Carniche, sulle Alpi Dinariche, sui monti Balcani, sull’Appennino, in Corsica.
Fenologia:
fiore: V-X, frutto: VI-XI, diaspora: VII-XII.
Limiti altitudinali: dal piano a 2000 m di altitudine.
Abbondanza relativa e distribuzione geografica in Italia: nel nostro Paese è una specie comune in tutto il territorio; forse assente in Sicilia.
Habitus: erbacea perenne, alta 20-50(-100) cm, fornita di un corto rizoma da cui, durante l’autunno, si sviluppano una o più rosette di foglie che nella primavera successiva producono dei fusti eretti o ascendenti, semplici o ramificati, sparsamente pelosi alla base.
Foglie:
le foglie inferiori, picciolate, hanno la lamina oblungo lanceolata o spatolata, comunque con una porzione basale di forma varia che si restringe molto gradatamente in un picciolo spesso alato; il margine è dentato o variamente inciso. Le foglie cauline sono sessili o semiamplessicauli e progressivamente più piccole.
Fiore:
i capolini, larghi 4-6 cm, sono circondati da squame involucrali lanceolate, pluriseriate, con margine scarioso verdastro. I fiori del disco tubulosi, gialli, divisi all’apice in cinque piccoli lobi, sono circondati dai fiori del raggio, ligulati, bianchi, striati e tridentati all’apice.
Frutto:
il frutto è un achenio cilindrico brunastro, lungo 2-3 mm, sormontato da un margine talvolta sviluppato in forma di corona; la superficie esterna è solcata e presenta dieci coste longitudinali.
Polline:
granuli pollinici monadi, di medie dimensioni (26-50 mµ), sferoidali; perimetro in vista equatoriale: circolare; tricolporati; esina: echinata-microreticulata. L’impollinazione è entomofila.
Numero cromosomico: 2n = 36.
Sottospecie e/o varietà: secondo molti autori Leucanthemum vulgare Lam. definisce un gruppo di specie, sottospecie e varietà simili, ma con caratteri morfologici variabili e incostanti, che ne rendono difficile l’esatta classificazione. In alcuni casi si tratta di rari endemismi presenti soltanto in ristretti areali geografici..
Habitat ed ecologia: tappeti erbosi poco umidi, prati, campi, margini di strada, boscaglie, boschi radi e aridi; su diversi tipi di terreno;molto frequente..
Syntaxon (syntaxa) di riferimento: Arrhenatheretalia elatioris.
Life-strategy (sensu Grime & Co.): Stress tolleranti (S).
IUCN: N.A.
Farmacopea:
la droga è costituita dai capolini che contengono olio essenziale, tannini, resine. Pur appartenendo al gruppo dei Crisantemi, taluni dei quali hanno spiccate proprietà insetticide, la tanto comune Margherita è inattiva sotto questo profilo. Essa è usata tradizionalmente come antispasmodico nelle coliche intestinali, come leggero sedativo e come regolatore e stimolatore della fase mestruale.
I fior, in particolare, hanno la proprietà di sedare le tossi catarrali e di origine asmatica. Per uso esterno i fiori sono soprattutto astringenti e sono pertanto utili nel caso di lievi abrasioni, piccole scottature, infiammazioni e piccole ulcere della bocca, delle gengive e della gola.
Un uso cosmetico appropriato è quello per normalizzare le pelli grasse, impure, con pori dilatati.

Bibliografia:

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Flora alpina, atlante delle 4500 piante vascolari delle Alpi, II vol., p. 504, Zanichelli, Bologna.
AICHELE D., GOLTE-BECHTLE M.,
Che fiore è questo? Edizione Club degli Editori, Milano.
BONI U., PATRI G.,
Scoprire, riconoscere, usare le erbe, Edizione Mondolibri SpA, Milano, 2000.
DELLA BEFFA M.T.,
Fiori di campo (Conoscere, riconoscere e osservare tutte le specie di fiori selvatici più noti), Istituto Geografico De Agostini SpA, Novara, 1999.
FERRARI C.,
Guida pratica ai fiori spontanei in Italia, Edizione italiana, VI ristampa febbraio 2001, Camuzzi Editoriale SpA Milano, licenziataria di The Reader’s Digest Association, Inc.
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Flora Helvetica (Flore illustrée de Suisse), 2ème édition, Editions Paul Haupt, 2001.
www.dryades.eu
www.paldat.org
A. Mascagni, Tovalac, Predazzo, Trento, 07-2012 (con Coleoptera, Cerambycidae, Pachytodes cerambyciformis (Sch.))
A. Mascagni, Tovalac, Predazzo, Trento, 07-2012 (con Coleoptera, Cerambycidae, Rutpela maculata Poda)
M. La Rosa, Bosco di Chiusi, Larciano, 01-06-2003, var. asperulum N. Terr.
M. La Rosa, Cigoli, San Miniato, 14-06-1994, var. vulgare
A. Mascagni, Veronza, Carano, Trento, 06-2006

Distribuzione


■ autoctona ■ alloctona ■ incerta ■ scomparsa ■ assente

Caratteristiche

Relazioni con l'uomo
[ C ] C: specie di interesse alimentare e/o aromatico
[ O ] O: specie di interesse farmaceutico-officinale
[ A ] A: specie con polline allergenico.
Biologia riproduttiva

GM (ginomonoica): specie con fiori ermafroditi e fiori femminili sullo stesso individuo.

[ EP - AC ] EP (entomofilia): Il polline è trasportato da insetti, che vengono indotti a visitare il fiore con svariate strategie di richiamo, con o senza ricompensa; AC (anemocoria): Semi dispersi dalle correnti aeree, sia perché incospicui, sia perché presentano peli, setole, pappi ecc.

Indici di Ellenberg

Salinità: 0

L: 7; T: n.d.; C: 4; U: 4; R: n.d.; N: 3;

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