Senecio vulgaris L. subsp. vulgaris

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Asteraceae - Senecio vulgaris L. subsp. vulgaris; Pignatti 1982: n. 4098; Senecio vulgaris L.
Plant List: accettato
Famiglia, nome latino per esteso Senecio vulgaris L.
(a cura di Giuseppe Laino)

Etimologia: l’epiteto del genere deriva dal latino senex = “vecchio, attempato, anziano” (con allusione ai peli bianchi del pappo che richiamano l’aspetto di una persona anziana); l’epiteto specifico vulgaris è aggettivo latino che sta per “comune, generale, ordinario” ecc. a significare la maggiore diffusione tra le congeneri.
Sinonimi: Senecio dunensis Dumort., Senecio motelayi (Rouy) A. W. Hill., Senecio radiatus W. D. J. Koch, Senecio semperflorens Stokes.
Nomi volgari: Calderaja, Calderina, Calderugia, Cardillo, Mangialebbra, Senecio volgare, Senecione comune, Solleciola, Verzellina (italiano). Liguria: Calderina, Carderina, Senissun (Valle d'Arroscia); Cardella sarvaega (Dolceacqua); Erba canaja (Chiavari, Savona); Erba canarina (Sella); Erba cardaina, Selissun (Genova); Erba cardelina (Sarzana); Erba da canarin (Porto Maurizio); Erba fanetta (Vado, Zivola); Pelissun (S. Olcese); Serbixe (Diano, S. Remo). Piemonte: Erba calderina, Margrita; Erbass, Erbassun (Carpeneto); Mascarpin (Acqui). Veneto: Erba gardelina (Verona); Fior d'ogni mese (Venezia). Friuli: Jerbe d'ogni mes, Sbiz. Emilia-Romagna: Erba cardlina; Erba cardarena, Erba cardlena, Zampa d’usel (Romagna); Smilzon (Bologna). Toscana: Erba calderugia, Erba carderina, Erba spelliciosa, Erba uccellina, Piè d'uccellino, Senecione, Solleccione, Sollecciosa, Solliccione, Spellicciosa, Verzellina; Calderugia (Val di Chiana); Cardoncello (Poggibonsi); Erba calderina (Scandicci); Erba cardlina (Lunigiana); Fiorone (Pisa). Marche: Erba cardellina, Erba verzellina. Campania: Cardillo (Napoli, Ischia). Calabria: Cardamiju, Cardiddu. Sicilia: Sineciu; Erva di li cardiddi (Etna); Mangia lebbra (Modica). Sardegna: Erba de cardaneras, Erba de cardeddinas, Erba de cardellinas; Pedrufeghe, Perdufexì (Terralba).
Forma biologica e di crescita: terofita scaposa.
Tipo corologico: Europa meridionale, divenuta subcosmopolita.
Fenologia: pianta con un breve ciclo riproduttivo che dura soltanto 2 o 3 mesi per cui durante l’anno è possibile assistere a numerose fioriture e fruttificazioni. Nelle zone fredde la fioritura si concentra nei mesi estivi.
Limiti altitudinali: dal piano a 1800 m di altitudine.
Abbondanza relativa e distribuzione geografica in Italia: nel nostro Paese è comunissima in tutto il territorio continentale e insulare.
Habitus: erbacea annuale a ciclo molto breve, con radici sottili, alta 20-40 cm, con fusti eretti o ascendenti, glabri oppure leggermente pubescenti, semplici o irregolarmente ramificati in alto. Tutta la pianta è di consistenza carnosa con superficie ora glabra, ora pelosa.
Foglie: le foglie inferiori, lunghe 6-7 cm, sono allungato spatolate, hanno cioè la massima larghezza verso l’apice; inciso lobate o pennatifide. Le foglie cauline, più piccole e pennatopartite, con base dilatata, sono quasi amplessicauli.
Fiore:
i capolini, cilindrici, larghi 4-5 mm e lunghi quasi un centimetro, sono riuniti in un’infiorescenza corimbosa. Ogni capolino è circondato da un involucro cilindrico, con due serie di brattee (8-10), le più esterne sono corte e triangolari, le altre sono allungato lineari, con squame nerastre e scariose al margine. I fiori, tutti tubulosi, hanno la corolla di colore giallo dorato, tubulare e terminata da 5 denti, circondata da un anello di setole. Fiori ligulati generalmente assenti. Prima della fioritura i capolini hanno il peduncolo curvo e sono quindi penduli.
Frutto:
piccolo achenio cilindrico, lungo 1-2 mm, con la superficie ricoperta da una pelosità minutissima; al polo superiore è inserito il pappo composto da numerose setole lunghe circa 5 mm, di colore bianco.
Polline:
granuli pollinici monadi, radiosimmetrici, isopolari; perimetro in visione polare: subtriangolari, pticotremi, subquadrangolari, goniotremi i tetrazonocolpati, sincolpati 15%; perimetro in visione equatoriale: circolari 63%, subcircolari 30%, ovali 7%; forma: oblato sferoidali 77%, prolato sferoidali 16%, subprolati 7%; trizonocolporati (60%), trizonocolporoidati (25%), tetrazonocolporoidati (15%); aperture: ora, prevalentemente lolongati, colpi, fusiformi o stretti nei trizonocolporoidati; esina: tectata, perforata, con spinae; dimensioni: asse polare 32 (27) 24 mµ, asse equatoriale 30 (27) 24 mµ. L’impollinazione è entomofila.
Numero cromosomico: 2n = 40.
Sottospecie e/o varietà: nessuna.
Habitat ed ecologia: campi, giardini, discariche e concimaie; su terreni diversi; pianta nitrofila; molto frequente.
Syntaxon (syntaxa) di riferimento: Stellarietea mediae.Life-strategy (sensu Grime & Co.): Stress tolleranti (S).
IUCN:
N.A.
Farmacopea:
la droga è costituita dalla porzione aerea della pianta. Contiene piccole quantità dell’alcaloide senecionina (più abbondante nelle radici), resine, sali potassici. Il Senecione era già noto come pianta medicinale ai nostri avi che lo impiegavano empiricamente come lassativo ed emetico. Questa azione potrebbe essere ricondotta, più che a un’attività specifica, a fenomeni tossici indotti dagli alcaloidi presenti nella pianta. Sempre empiricamente furono attribuite al Senecione proprietà medicamentose sull’itterizia, sulla gotta, sulle affezioni epatiche e sulla sciatica; anche queste proprietà sono da considerare con prudenza.
In tempi più recenti è stata scoperta e validamente confermata un’attività sull’utero e sulla circolazione sanguigna. La porzione aerea della pianta è utile per promuovere le mestruazioni difficili soprattutto in soggetti deboli e anemici, affetti da disturbi circolatori, epatici e intestinali. In questi casi il Senecione attenuerebbe anche le manifestazioni dolorose e favorirebbe l’afflusso di sangue alla zona uterina.
L’azione emmenagog
a non sembra dovuta agli alcaloidi, tuttavia la loro presenza e la particolare azione sullapparato riproduttivo femminile devono indurre a una grande cautela nell’impiego di questa pianta per uso interno, perché dosaggi non appropriati potrebbero determinare gravi intossicazioni.
Il Senecione viene ancora utilizzato dalla medicina popolare, per uso esterno, come generico antiinfiammatorio ed emolliente della pelle, della bocca e degli occhi, nonché delle emorroidi.
Avversità: a causa del suo veloce ciclo riproduttivo, anche tre in un anno, è la prima pianta ad essere immunizzata riguardo agli erbicidi impiegati nelle coltivazioni. Pertanto l’unico vero nemico di questa pianta considerata infestante è la Puccinia lagenofora, un fungo che riesce aggredendola a provocarne la morte.
Ma poiché questo fungo, che si sviluppa esclusivamente su tessuti vivi, non riesce a sopravvivere alle gelate invernali, lascia immuni le nuove generazioni del Senecio, che al contrario, è molto resistente sia al caldo intenso che al gran freddo e può sopportare escursioni termiche di 50°.
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Distribuzione


■ autoctona ■ alloctona ■ incerta ■ scomparsa ■ assente

Caratteristiche

Relazioni con l'uomo
[ C ] C: specie di interesse alimentare e/o aromatico
[ O ] O: specie di interesse farmaceutico-officinale
[ P ] P: specie velenose - tossiche - stupefacenti - psicotrope - irritanti - fotosensibilizzanti
[ A ] A: specie con polline allergenico.
Biologia riproduttiva

ER (ermafrodita): specie con organi maschili e femminili riuniti nel medesimo fiore.

[ EP - AC ] EP (entomofilia): Il polline è trasportato da insetti, che vengono indotti a visitare il fiore con svariate strategie di richiamo, con o senza ricompensa; AC (anemocoria): Semi dispersi dalle correnti aeree, sia perché incospicui, sia perché presentano peli, setole, pappi ecc.

Indici di Ellenberg

Salinità: 0

L: 7; T: n.d.; C: n.d.; U: 5; R: n.d.; N: 8;

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